Salute e sicurezza sul lavoro: Giornata Mondiale 2022.

Pubblicato il 28 Aprile 2022

Salute e sicurezza sul lavoro: Giornata Mondiale 2022.

Salute e sicurezza sul lavoro: Giornata Mondiale 2022.

Oggi 28 Aprile 2022 ricorre come ogni anno la Giornata Mondiale per la salute e sicurezza sul lavoro, una ricorrenza annuale introdotta a partire dal 2003 dall'International Labour Organization (ILO).


Le motivazioni all'origine dell'organizzazione di questa ricorrenza sono sensibilizzare lavoratori, datori di lavoro e figure responsabili della sicurezza in azienda affinché collaborino per diminuire il numero di morti e infortuni che si verificano annualmente nei luoghi di lavoro.


È purtroppo chiaro che raggiungere l'obiettivo infortuni zero in tutte le aziende, in tutto il mondo, ogni anno sia un ideale utopistico ma ciò non significa che non si possa cercare di mitigare il problema agendo attraverso la prevenzione e la formazione.

Salute e sicurezza sul lavoro - Giornata Mondiale 2022.

Salute e sicurezza sul lavoro in Italia

La Salute e sicurezza sul lavoro è l'insieme di regole e leggi introdotte con lo scopo di ridurre gli infortuni e le morti sul lavoro anche attraverso la formazione per la sicurezza.


Negli ultimi 15 anni in Italia sono state approvate sempre più norme relative alla sicurezza sul lavoro e alla formazione delle figure della sicurezza sul lavoro come: il dlgs 81 2008 (ovvero il "Testo Unico Sicurezza" o "TUS"), l'Accordo Stato-Regioni 21 Dicembre 2011 sulla formazione dei lavoratori (su cui abbiamo scritto un articolo per il 10 anniversario che potete leggere alla pagina "Gli accordi Stato Regioni sulla formazione dopo 10 anni") e l'Accordo Stato Regioni 22 Febbraio 2012 sulla formazione relativa all'utilizzo di attrezzature pericolose (anche in questo caso abbiamo scritto un recente articolo per l'anniversario dei 10 anni dalla sua approvazione che potete leggere alla pagina "Accordo Stato Regioni 22 Febbraio 2012: 10 anni dopo").


Ciò nonostante i numeri degli infortuni e delle morti sul lavoro non vuole fermarsi e continuiamo ogni giorno a sentire di incidenti più o meno gravi che si presentano nelle piccole, medie e grandi realtà aziendali (a tal proposito vi invitiamo a leggere il nostro articolo relativo agli infortuni e malattie professionali nel 2021 secondo i dati INAIL, potete leggerlo alla pagina "Infortuni e malattie professionali nel 2021: i dati INAIL").


E va sottolineato che, come ha notato il nostro Amministratore Unico l'Ing. Riccardo Borghetto, ci possiamo addirittura ritenere fortunati perché gli infortuni sul lavoro sono pochi "Rispetto a quelli che potenzialmente ci potrebbero essere" (ancora una volta vi invitiamo a leggere l'editoriale dell'Ing. Borghetto alla pagina "Gli infortuni sul lavoro sono pochi.") considerando i continui e ripetuti comportamenti a rischio adottati dai lavoratori nelle aziende.


A tal proposito vi sottoponiamo un quesito: vale la pena porsi l'obiettivo "infortuni zero" sul lavoro?

Assolutamente sì: cercare di ridurre il numero di infortuni a zero significa adottare una serie di procedure e comportamenti che inizino col ridurre i comportamenti a rischio dei lavoratori attraverso la loro formazione e sensibilizzazione sul tema. In questo modo sicuramente l'attenzione prestata nello svolgimento della propria mansione crescerà e, anche se difficilmente come detto in apertura il rischio si azzererà in tutte le aziende, si potrà registrare una diminuzione complessiva degli eventi tragici o pericolosi.

Salute e sicurezza sul lavoro in Italia

Salute e sicurezza sul lavoro in Italia: i pericoli "invisibili"

Ti sei mai soffermato a pensare ai motivi per cui i numeri della salute e sicurezza sul lavoro in Italia sono così tragici? Per quali motivi nonostante il pericolo sia di fronte agli occhi di tutti non riusciamo a far nulla per limitarlo e ancora meno per azzerarlo?

I motivi principali sono da ricercarsi nei "Pericoli Invisibili" o meglio in quei pericoli che, seppur visti da tutti, non vengono esaminati in modo sufficientemente approfondito e ancor meno si cerca di superarli.


A cosa ci riferiamo? A tutti i motivi per cui sia lavoratori che datori di lavoro ritengono che la sicurezza, e soprattutto la formazione per la sicurezza sul lavoro, siano solo una perdita di tempo.


Purtroppo ci rendiamo conto che spesso il corso di formazione viene percepito dai lavoratori come una cosa obbligatoria per legge e non essenziale, quasi una "seccatura", che si segue solo perché obbligati e magari in modo svogliato e poco attento nella speranza di poterla concludere il prima possibile e tornare a svolgere la propria mansione (magari perché ci sono scadenze urgenti relative alla propria attività che non possono essere rimandate).


Allo stesso modo, dal canto loro, molti datori di lavoro vedono nel corso di formazione per la sicurezza sul lavoro che devono seguire i propri dipendenti solo una "perdita di produttività" (e conseguentemente di fatturato) e cercano, quindi, di acquistare il corso più breve (quando non è previsto un limite minimo di durata di legge) o il corso più economico, senza prestare attenzione alla qualità e alla professionalità dei servizi formativi erogati.


In riferimento alla qualità della formazione erogata va segnalato che, con il crescere degli obblighi formativi, è aumentato il numero di operatori nel settore della sicurezza che si sono lanciati sul mercato solo perché vedevano una buona occasione di profitto ma senza considerare l'insita complessità dell'attività che avrebbero dovuto svolgere finendo con operare in modo poco professionale o, nei casi peggiori, sfociando in comportamenti illegali (ad esempio la vendita di attestati).

 Salute e sicurezza sul lavoro in Italia - i pericoli "invisibili"
Salute e sicurezza sul lavoro: passiamo dalla formazione

Cosa possiamo fare per ridurre gli infortuni e migliorare la salute e sicurezza sul lavoro? Possiamo passare dalla formazione e dalla sensibilizzazione dei più giovani sul problema, proponendo soluzioni e contribuendo a diffondere la cultura della sicurezza ben prima che i lavoratori divengano tali, partendo dagli istituti di istruzione.


Passare dalla formazione per ridurre il problema non è peraltro solo un'idea di Lisa Servizi: anche autorità della sicurezza come il segretario della CGIL Maurizio Landini e il presidente dell'INAIL Franco Bettoni, in alcune interviste, hanno sottolineato la necessità di cominciare dalla formazione per ridurre gli infortuni e gli incidenti mortali sul lavoro.


La formazione poi dev'essere fatta bene e dev'essere di qualità non solo convenienti dal punto di vista economico, si deve superare la mentalità per cui i corsi di sicurezza sul lavoro sono solo una perdita di tempo e bisogna considerarli piuttosto un'opportunità di crescita anche per l'azienda.


Altro elemento da sfruttare è quello legato allo sviluppo delle nuove tecnologie, utilizzabili sia per semplificare le procedure interne all'azienda che per rendere più semplici da seguire alcuni corsi di formazione (in particolare quelli che possono svolgersi in modalità E-Learning, se siete interessati trovate l'elenco dell'offerta formativa E-Learning Lisa Servizi alla pagina: "Corsi E-Learning per Aziende e Professionisti").

Salute e sicurezza sul lavoro - passiamo dalla formazione
 
In Lisa Servizi crediamo da sempre nell'importanza della formazione per la sicurezza ed è per questo che negli ultimi 25 anni abbiamo cercato di sviluppare percorsi di formazione avanguardistici al passo coi tempi, utilizzando una didattica coinvolgente ed interattiva ogni qualvolta sia possibile.

Tra questi corsi vi segnaliamo:

-Il corso di Formazione Formatori per la sicurezza: "Il FormAttore - L’uso di tecniche teatrali per la formazione".

-Il corso "Parlare in pubblico di sicurezza sul lavoro: trucchi del mestiere" destinato a tutte le figure della sicurezza in azienda.

 
Per approfondire gli argomenti trattati nel post ti suggeriamo i nostri articoli di blog:

-Gli accordi Stato Regioni sulla formazione dopo 10 anni.

-Accordo Stato Regioni 22 Febbraio 2012: 10 anni dopo.

-Infortuni e malattie professionali nel 2021: i dati INAIL.

-Gli infortuni sul lavoro sono pochi.

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