Gli accordi Stato Regioni sulla formazione dopo 10 anni

Pubblicato il 17 Dicembre 2021

Gli accordi Stato Regioni sulla formazione dopo 10 anni

Gli accordi Stato Regioni sulla formazione dopo 10 anni

Di Ing. Riccardo Borghetto Direttore Ente di Formazione accreditato in Regione Veneto. Lisa Servizi s.r.l.

 

21/12/2021-21/12/2011

Sono passati 10 anni dai primi accordi Stato Regioni sulla formazione in ambito sicurezza sul lavoro per lavoratori, preposti e dirigenti.

Mi ricordo che nel 2011 subito dopo Natale, mi sono studiato la normativa e ho prodotto le famose tabelle sintetiche Lisa Servizi, scaricate da migliaia di soggetti, che riassumevano in forma grafica gli adempimenti, anticipando quello che poi è stato inserito nell’accordo Stato Regioni del 7/7/2016.

Gli accordi Stato Regioni sulla formazione dopo 10 anni

Qual è il bilancio dopo 10 anni?

La quantità di ore di formazione erogata è cresciuta in modo esponenziale, facendo entrare nel mercato anche soggetti poco qualificati e soprattutto finte associazioni, enti bilaterali e paritetici con l’unico scopo di vendere attestati a pagamento a soggetti che non hanno i requisiti di legge. Personalmente ne ho viste di tutti i colori in questi 10 anni:

-richieste di fornire attestazioni per corsi mai fatti

-richieste di fare meno ore di quelle previste

-corsi abilitanti con prove pratiche fatti in ristorante (mi riferisco alle abilitazioni per l’uso dei trattori agricoli e forestali con corsi organizzati da associazioni di categoria)

-prove pratiche con attrezzature diverse da quelle previste, o del tutto sbagliate, o in numero inferiore a quello indicato dagli accordi

-attestati finti con insegne di associazioni vere, che nemmeno erano a conoscenza di tali attestazioni

-attestati di corsi veri, con riferimenti normativi sbagliati

-attestati con 10 loghi di cui non si capisce chi è il soggetto formatore e il docente

-docenti che si sono proposti per corsi che non avrebbero mai potuto tenere in base al loro CV, ma che mostravano referenze di altri enti di formazione che probabilmente non hanno controllato.

-rilascio di attestazioni provvisorie, senza alcun valore, in attesa dell’arrivo di quelle ufficiali dagli enti fantomatici di cui sopra

-gare da parte degli enti pubblici al massimo ribasso sulla formazione con importi a base di gara risibili.

La formazione in ambito sicurezza sul lavoro è un ambito ove operano strutture eccellenti e organizzazioni criminali. Una zona grigia che finora non è stata indagata a fondo e che probabilmente è una delle cause dell’elevato livello di infortuni e malattie professionali ancora presenti nei luoghi di lavoro in Italia.

Vogliamo vedere il bicchiere mezzo pieno?

Si è alzato il livello dei materiali didattici (ad esempio maggior uso di video, foto, giochi), delle metodologie didattiche e della professionalità dei formatori. Le aziende, almeno quelle serie, hanno cominciato a porsi il problema, spinte anche dalle certificazioni dei sistemi di gestione. Anche i docenti imbranati hanno imparato dai migliori. I corsi contenenti parti pratiche hanno contribuito ad elevare il livello di sicurezza degli operatori. Sono nati campi prova molto ben organizzati.

Vogliamo vedere il bicchiere mezzo vuoto: nonostante vincoli, requisiti di legge, barriere all’ingresso in Italia è successo di tutto. Come la corsa all’oro in America, moltissimi si sono buttati nel business della formazione. Alcune aziende di formazione che vendevano attestati finti hanno avuto notevole successo commerciale, prima di essere cacciate dal mercato grazie alle denunce di colleghi.

 

Ma andiamo ancora più nel dettaglio:

La formazione parte generale è in realtà una informativa su concetti di carattere generale, culturale che non produce effetti pratici. Interessa molto poco agli operativi.

La formazione specifica aveva la classificazione in rischio basso/medio/alto basata sui codici Ateco, codici nati per altre esigenze, non quella di stabilire il rischio di un settore di attività. Quindi la classificazione è sempre stata sbagliata in partenza. Solo con accordi successivi si è chiarito che la quantità di formazione e soprattutto gli argomenti derivano dalla valutazione dei rischi e quindi si può andare oltre la classificazione Ateco.

Nell’accordo originale del 2011 si poteva fare pochissimo in modalità e-learning, solo gli aggiornamenti e poco più. Con gli accordi del 7/7/2016 si è estesa la possibilità della tecnologia a distanza ad un numero maggiore di tipologie di corsi.

C’è sempre stata molta confusione di terminologia tra corsi a distanza ed e-learning. Solo con la pandemia c’è stato qualche chiarimento con riferimento ai corsi sincroni e asincroni.

I corsi in video conferenza ormai sono una realtà consolidata e cosi sarà anche in futuro.

Si è dato troppo peso agli aspetti formali (ancora oggi sui social di settore non si parla quasi mai di contenuti, ma se è obbligatoria o meno la collaborazione con gli organismi paritetici).

 

I problemi sono ancora tanti:

-raramente si parte dalla valutazione dei rischi per cui spesso i programmi dei corsi sono gli stessi a prescindere dalle mansioni dei partecipanti

-è difficile creare classi omogene per rischi. Alle volte per questioni organizzative in aula vi sono gli impiegati insieme agli operai di una acciaieria.

-raramente ci si può permettere di “progettare” un corso ad hoc.

-confusione normativa. Basti solo pensare ai requisiti del docente formatore, che sono diversi a seconda della normativa considerata.

 

In conclusione: sicuramente la situazione è migliorata rispetto al periodo precedente e gli standard operativi sono migliorati. C’è ancora molta strada da fare. Servirebbe semplificazione, meno burocrazia, maggiori controlli sulla qualità ed efficacia della formazione erogata e un innalzamento delle barriere all’ingresso.

Qual è il bilancio dopo 10 anni?

Lisa Servizi offre diversi nuovi corsi RSPP per mantenere sempre aggiornata la loro formazione nel rispetto della normativa vigente

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Gli accordi Stato Regioni sulla formazione dopo 10 anni

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