Prestazione energetica edilizia: direttiva 2010/31/CE

Pubblicato il 16 Gennaio 2011

Prestazione energetica edilizia: direttiva 2010/31/CE

Prestazione energetica edilizia: direttiva 2010/31/CE

Nuove prospettive in materia prestazione energetica nell'edilizia con la pubblicazione della direttiva 2010/31/CE il 18/06/2010, che entrerà in vigore a partire dal 1 febbraio 2012 e sostituirà la 2002/91/CE.

Gli Stati membri dovranno poi adottare la nuova direttiva entro il 9 luglio 2012.

Scopo della nuova direttiva è definire meglio, consolidare e ampliare il campo di applicazione della vigente, la 2002/91/CE sul rendimento energetico degli edifici, nonché di appianare le differenze tra le prassi in uso negli Stati membri in tale settore, pur non tralasciando le condizioni climatiche specifiche.

Al suo interno, le principali disposizioni riguardano la:

  • definizione di una metodologia di calcolo della prestazione energetica comune a tutti gli Stati membri
  • applicazione di requisiti minimi agli edifici di nuova costruzione
  • applicazione di requisiti minimi agli edifici esistenti, che abbiano subito ristrutturazioni importanti,
  • certificazione energetica degli edifici
  • ispezione degli impianti di riscaldamento e condizionamento
  • definizione di sistemi di controllo indipendenti per gli attestati di prestazione energetica e i rapporti di ispezione.

L‘Unione Europea è da sempre molto attenta alle tematiche di risparmio energetico, da attuare anche come miglioramento delle performance energetiche degli edifici.

Tuttavia non basta intraprendere misure volte all‘adozione di tecniche costruttive che mirino alla riduzione dei consumi, bisogna anche promuovere l‘uso di fonti energetiche rinnovabili e pulite, allo scopo di limitare le emissioni di CO2 e di gas serra nell‘atmosfera e, quindi, anche la dipendenza europea dalle fonti fossili.

In riferimento ai requisiti minimi, saranno i singoli Stati a fissarli, rivedendoli almeno ogni cinque anni e aggiornandoli in funzione dei progressi tecnici nel settore. Tuttavia una parte di edifici vengono esclusi, tra i quali segnaliamo: quelli di valore architettonico o storico, gli edifici adibiti a luoghi di culto, i fabbricati temporanei, i siti industriali, le officine e gli edifici agricoli.

Entro il 30 giugno 2011 gli Stati membri dovranno redigere un elenco delle misure e degli strumenti esistenti, da aggiornare ogni 3 anni, e che comprendano anche le azioni di carattere finanziario, che promuovano gli obiettivi della direttiva.

Ci si aspetta dunque che gli Stati membri, Italia compresa, elaboreranno dei piani nazionali destinati ad aumentare il numero di edifici a migliori prestazioni energetiche, entro il 2015, come prescritto dalla direttiva.

 

Prestazione energetica edilizia: direttiva 2010/31/CE

 

 

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