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Pubblicato il 30 Marzo, 2026

di Ing. Riccardo Borghetto, Amministratore Unico Lisa Servizi

C’è un paradosso che riscontro spesso operando in grandi realtà industriali: le aziende e i preposti non hanno ancora pienamente compreso cosa significhi fare vigilanza.

Nonostante le modifiche introdotte dalla Legge 215 del 2021 all’articolo 19, che hanno dettagliato con precisione i compiti del preposto, in molti contesti un vero processo di vigilanza è ancora del tutto assente.

Senza addentrarci troppo nei tecnicismi normativi, dobbiamo ricordare un punto fermo: al preposto è attribuito il compito, penalmente sanzionato, di vigilare sia sul comportamento dei lavoratori sia sulla sicurezza del processo (macchinari, protezioni, ambienti di lavoro). Eppure, di questa attività, spesso non vi è traccia documentale.

L’equivoco della BBS (Behavior-Based Safety)

Il problema nasce spesso da un fraintendimento nelle aziende che adottano la BBS. In questi contesti, i preposti partecipano al processo di osservazione e feedback esattamente come i lavoratori.

Ma attenzione: uno dei pilastri della BBS è l’anonimato e l’assenza di punizioni. Questo genera una profonda confusione nei preposti, che si trovano sospesi tra due mondi opposti:

  1. Da un lato, un processo partecipativo anonimo e non sanzionatorio.
  2. Dall’altro, un obbligo di legge che impone loro l’esatto contrario.

Molte aziende sono convinte che la BBS assolva al requisito della vigilanza. Non è così.

La BBS è straordinaria per influenzare i comportamenti nel tempo e alzare la cultura della sicurezza, ma quando ci troviamo di fronte a situazioni di alto rischio immediato, il solo feedback non basta. Bisogna fermare l’attività e applicare il sistema sanzionatorio. Inoltre, mentre la BBS è focalizzata sull’umano, la vigilanza deve coprire anche l’integrità delle protezioni e la conformità degli ambienti.

Come risolvere il cortocircuito?

Per uscire da questa ambiguità, propongo due passaggi fondamentali:

  1. Togliere i preposti dal processo di osservazione peer-to-peer Nel nostro modello Lean BBS, le osservazioni avvengono solo tra colleghi (peer). Il preposto deve fare altro: deve agire come un Coach per gli osservatori, garantendo che la qualità dei feedback non degradi nel tempo, senza però entrare nelle dinamiche dell’anonimato BBS.
  2. Istituire un vero Processo di Vigilanza dei Preposti È necessario creare un percorso parallelo e distinto, pienamente conforme all’Articolo 19. Come?
  • Checklist dedicata: Molto diversa da quella BBS. Deve avere sezioni specifiche per il comportamento, il macchinario e i luoghi di lavoro.
  • Frequenza costante: Ad esempio su base settimanale.
  • Focus sul rischio grave: Mentre nella BBS si lavora sui comportamenti influenzabili, nella checklist del preposto finiscono i comportamenti che devono essere immediatamente bloccati.
  • Ufficialità e Firma: A differenza dell’anonimato della BBS, questa attività deve essere nominativa. Il lavoratore osservato deve firmare, dando carattere di ufficialità allo strumento.
  • Intervento immediato: Se una protezione è rimossa o un dispositivo non funziona, il macchinario deve essere sospeso fino al ripristino della sicurezza. E questo deve essere documentato.

La sicurezza non è fatta di compromessi tra cultura e norma, ma di una chiara distinzione dei ruoli. Solo separando il supporto della BBS dal rigore della vigilanza possiamo proteggere davvero i lavoratori e i preposti stessi.

Voi come state gestendo questo equilibrio nelle vostre aziende? Avete già aggiornato i processi di vigilanza post-riforma 2021?

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