truffe: extravergine e formazione sicurezza | Lisa Servizi

Pubblicato il 22 Novembre 2015

truffe: extravergine e formazione sicurezza

truffe: extravergine e formazione sicurezza

Mi ha colpito molto l’eco che lo scandalo sull’olio di oliva non extravergine ha avuto sulla stampa e sui social.

Si è scoperto che sette tra le più importanti aziende del settore in Italia, hanno immesso in commercio, frodando i consumatori, cioè noi, olio vergine al posto di olio extravergine di oliva lucrando sulla differenza di valore commerciale. La procura di Torino, si, sempre lui, l’onnipresente Guariniello, sta indagando per frode in commercio, reato che prevede fino a 2 anni di reclusione per «chiunque pone in vendita…. con nomi, marchi o segni distintivi..atti a indurre in inganno il compratore sull'origine, provenienza o qualità dell'opera o del prodotto».

Perché ve ne parlo in un blog di sicurezza sul lavoro e formazione?

Perché mentre per l’olio di oliva si è diffusa un’ampia ondata di disappunto nel paese, soprattutto nei social network con minaccia di boicottaggio per i prodotti per le 7 aziende, non si sente nessuno alzare il problema della frode e delle truffe ai clienti in ambito formazione sicurezza sul lavoro, nonostante ci sia un enorme problema.

Quello che sto vedendo in questi anni è veramente incredibile, e quello che è più incredibile è che non se ne parla, probabilmente perché moltissimi, associazioni di categoria e dei professionisti tra questi, hanno grossi problemi di conflitto di interessi. Organi di vigilanza e le procure mi sembra non stiano facendo un efficace lavoro di prevenzione.

Cerco di elencare i casi che ho personalmente riscontrato e che mi sono stati raccontati da colleghi.

  1. Corsi di formazione erogati da soggetti che non hanno i requisiti per poterlo fare.

Mi riferisco soprattutto a situazioni per i quali è necessario l’accreditamento Regionale. Vi sono migliaia di centri di formazione, spesso costituiti da una singola persona docente, che fanno altro (vendita di estintori ad esempio, o che noleggiano carrelli elevatori) che essendo esclusi dalle norme di legge o accordi Stato Regioni, acquistano attestati da soggetti che possiedono tali requisiti. Contrattualmente si fregiano del concetto di “diretta emanazione” del centro con cui operano, che nella pratica sta a significare vendita di attestati. A mio avviso la collaborazione dovrebbe avvenire vendendo “docenza” come normalmente si fa tra un professionista e un ente di formazione. Qui accade il contrario. E’ l’ente di formazione che vende gli attestati al docente. In passato ho personalmente partecipato ad un processo di selezione da parte di associazioni storiche, che erano serie, quando cercavano sul territorio enti di formazione accreditati presso le Regioni. Poi hanno creato una rete di centri prevalentemente non accreditati e quindi operano abusivamente come detto sopra.

Sempre nel punto 1) ci sono varie varianti, come quello di docenti/ centri di formazione senza requisiti che comperano attestati non da associazioni ma da enti accreditati, senza che questi abbiano svolto le relative procedure deliberate dalla Regione. Per svolgere corsi sotto accreditamento infatti è necessario rispettare precise procedure definite dalla Regione.

C’è un’ulteriore variante al punto 1, ancora più incredibile, ove la vendita degli attestati viene effettuata da presunti enti datoriali o enti bilaterali non rappresentativi, costituiti da pochissimo, talvolta nascondendo interessi commerciali di aziende, anche questi sprovvisti dei requisiti di legge.

Lo scrivente ha ricevuto più volte la proposta di acquisto di pacchetti di attestati a costo decrescente in funzione del numero, la proposta di aggregare il nostro ente di formazione ad associazioni datoriali, i cui servizi offerti non hanno nulla in comune con le vere associazioni datoriali, essendo stati costituiti con l’unico fine della vendita di attestati e servizi simili.

  • Corsi di formazione con attestazione sbagliata

In qualche caso si tratta di incompetenza (cioè indicazioni di norme di legge abrogate o sbagliate o non pertinenti) in qualche altro caso peggio.

  •  Corsi in modalità e-learning non consentita

Si trovano ancora sul Web corsi in modalità e-learning che non possono essere erogati per legge. Mi riferisco a corsi per coordinatori ex titolo IV, corsi per attrezzature di lavoro, corsi A,B,C ecc.

Nel caso di corsi per attrezzature di lavoro ho riscontrato un caso di corsi carrellisti (a costi bassissimi) in cui è indicato nel Web, con caratteri molto piccoli, che “la parte pratica sarà effettuata a cura del datore di lavoro”, in spregio alle procedure del recente accordo del 22/2/2012.

  1. Corsi in spregio all’accordo Stato Regioni del 22/2/2012

In questo caso specifico ho riscontrato:

-corsi carrellisti con 12 partecipanti, 2 istruttori e una sola attrezzatura(!) 

-corsi abilitanti a tripla attrezzatura, ove sul campo prove ce n’erano solo 2

-corsi effettuati con molte meno ore di quelle previste dall’accordo ecc.

-corsi completi per 13 persone organizzati in 8 ore con singolo docente/istruttore e una attrezzatura

  1. Corsi con attestati perfetti, ma non effettuati

Si, proprio cosi. Vendita di attestazioni finte, relative a corsi mai effettuati. Una vera truffa nei confronti del cliente, anche se talvolta compiacente.

Più di una volta ho ricevuto delle richieste di offerta per corsi da erogare con meno ore di quelle previste dalla legge. Alla nostra risposta che “Lisa Servizi non fa questo” mi è stato risposto che “molti suoi colleghi lo fanno”.

C'è anche una chicca all'interno di questa tipologia. Tempo fa ho trovato un amico docente di cui avevo visto il nome in un corso per Datori di Lavoro-RSPP. Il mio amico non ha un ente che possa svolgere tali corsi. L'attestato in cui ho visto il suo nome e firma era di una società di formazione nota per emettere attestati falsi (ora per fortuna è fallita ed è stata chiusa). Quando ho trovato il mio amico gli ho chiesto perchè avesse tenuto un corso per un ente che non aveva i requisiti. QUando l'ho detto è caduto dalle nuvole. MI ha detto di non avere mai fatto quel corso, anzi di non aver mai fatto docenze (ma solo consulenza) per quella società. Di fatto la società in un corso finto ha pure inserito il suo nome a sua insaputa.

  1. Docenti e istruttori senza requisiti di legge

Molti docenti che si sono a noi proposti hanno dichiarato di poter svolgere sia la parte teorica, sia la parte pratica dei corsi abilitanti attrezzature in quanto “sono almeno 3 anni che faccio corsi”. Alla nostra risposta che il requisito previsto per gli istruttori è diverso (quello di dimostrare almeno 3 anni di esperienza nella conduzione di attrezzature di lavoro e non di docenza) sono caduti dalle nuvole, non avendolo visto e in ogni caso hanno affermato che altre associazioni/enti non hanno posto problemi.  Abbiamo testato sui nostri campi prove la capacità reale di alcuni candidati istruttori, facendoli guidare. Il 70% di questi non solo è stato respinto, ma era evidente che non aveva mai condotto operativamente attrezzature. E questi soggetti, stanno collaborando con associazioni, enti di formazione ecc. e insegnano a condurre i mezzi agli altri quando loro sono i primi a non saperlo fare!

Ora torniamo un attimo allo scandalo dell’olio di oliva. E’ evidente che per 3 € al litro non si può avere “vero” olio extravergine di oliva. In quel caso le aziende coinvolte avranno non solo problemi con la giustizia ma anche con il mercato una volta scoperte. 

Nel mercato della formazione sicurezza, in mano ad associazioni di categoria, enti datoriali e sindacali e bilaterali che spesso fanno il contrario di quello previsto delle norme di legge, in cui spesso il cliente non sa nulla, si fida e compara solo i prezzi, viene penalizzato chi rispetta le regole e premiato chi se ne infischia o nemmeno le conosce.

Come può un corso carrellisti rispondente in tutto e per tutto alle specifiche della legge costare 80€ a partecipante? Possibile che di fronte a tanto marciume  qualche Procura non si muova?

Nella recente Fiera Ambiente e Lavoro di Bologna, alcuni degli stand più costosi erano proprio quelli di enti o associazioni che hanno fatto della vendita di attestati il loro business, vanificando del tutto lo spirito delle recenti norme di legge che volevano assicurazione formazione di qualità erogata da pochi soggetti qualificati.

Auspico una seria riflessione e un passo indietro per le associazioni, almeno quelle che pretendono di essere serie, e un atto di denuncia nei confronti di tutte le situazioni di palese violazione delle norme.

Ing. Riccardo Borghetto

Responsabile ente di formazione Lisa Servizi srl, accreditato in Regione Veneto

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