Progetto “TRA TERRA E CIELO”

Pubblicato il 16 Gennaio 2011

L’Agenzia Europea per la sicurezza e la salute sul lavoro OSHA ha indetto per gli anni 2010-2011 il tema della manutenzione sicura “AMBIENTI DI LAVORO SANI E SICURI”.

La campagna è stata lanciata ufficialmente il 28 aprile 2010, Giornata mondiale della sicurezza e della salute sul lavoro, con i seguenti principali obiettivi:

-     sensibilizzare sull’importanza della manutenzione come condizione necessaria per la sicurezza e la salute dei lavoratori, con il requisito fondamentale che la stessa manutenzione sia realizzata in sicurezza,

-     informare i DDL sulle responsabilità giuridiche

-     promuovere l’adozione di un sistema di sicurezza nell’ambito specifico della manutenzione, corredato da un’adeguata valutazione dei rischi.

A conclusione della Settimana europea per la sicurezza e la salute sul lavoro, che si svolge in tutta Europa ad ottobre 2010 e 2011 (settimana 43 del calendario) riportiamo alla Vostra attenzione il progetto dello SPISAL di Vicenza “TRA TERRA E CIELO”.

Il titolo vuole focalizzare l’attenzione su quelle attività che si svolgono da un lato a TERRA, sottolineando tutti gli aspetti che determinano le cadute in piano e che spesso sono eliminabili con semplici interventi di manutenzione; e dall’altro il CIELO, che corrisponde al soffitto e ai tetti, in merito ai quali si ricorda come le cadute e gli sfondamenti durante le manutenzioni in altezza siano tra la causa principale degli infortuni mortali in edilizia.

Per quanto riguarda la manutenzione per la prevenzione delle cadute in piano, lo SPISAL di Vicenza ha evidenziato che il fattore comune per tutte le cadute è la perdita di equilibrio. Molti studi relativi alla prevenzione delle cadute in piano hanno evidenziato che le situazioni lavorative che possono indurre una perdita di equilibrio possono essere:

-     superficie di appoggio dei piedi non antiscivolo o unta o bagnata,

-     salita o discesa da veicoli o macchine,

-     utilizzo di scale fisse e portatili,

-     oggetti al suolo, neve o ghiaccio, effetto sorpresa, ovvero ci si trova di fronte a qualcosa, come ad esempio a un cambiamento nella pavimentazione, di inaspettato,

-     mancanza di visibilità

-     attività specifica (generalmente la marcia)

-     fretta,

-     scarsa conoscenza del posto di lavoro,

-     tipo di calzature e abbigliamento

-     condizione psicofisiche dell’individuo.

Questi sono solamente alcuni esempi, che però evidenziano come le possibili cause possano esser di tipo strutturale, organizzativo o individuale, anche se spesso la perdita di equilibrio è dovuta a una combinazione di più di questi fattori.

Volendo approfondire l’aspetto TERRA, troviamo che è bene considerare anche le caratteristiche antisdrucciolevoli nella scelta della pavimentazione, non solo l’aspetto estetico o la possibilità di pulizia. Inoltre, le pavimentazioni hanno una durata limitata nel tempo, per questo motivo si consiglia di attuare una procedura per la sostituzione della parti deteriorate e per il controllo dello stato di conservazione, agendo dunque in maniera preventiva. Particolare attenzione va posta anche ai percorsi e alle vie di circolazione, senza scordare le vie da utilizzare in caso di emergenza, dato che in quest’occasione può essere difficile prestare attenzione a dove si mettono i piedi. Ad esempio per rendere antiscivolosi i gradini è sufficiente applicare le strisce adesive adatte.

È bene, ove possibile, prendere a riferimento le caratteristiche dei percorsi riservati alle persone con ridotte o impedite capacità motorie e mantenerli liberi da materiali, senza aspettare che qualcuno cada o inciampi.

Inoltre è buona norma delimitare le vie di transito dei mezzi e le aree di lavoro: in questo modo è più facile mantenere le vie di circolazione sgombre da materiali e attrezzature, anche se per essere efficaci vanno ridisegnate periodicamente.

È dunque importante adottare un programma scritto, ad esempio un registro, per la manutenzione e la pulizia degli ambienti di lavoro, delle aree esterne e delle vie pedonali, indicando le persone e definendo la periodicità degli interventi, nonché eventuali DPI da utilizzare durante l’attività.

Infatti, anche laddove non sono prescritte calzature di sicurezza, con puntale rigido e lamina antiforo è consigliabile utilizzare calzature chiuse con suola antiscivolo marchiate almeno EN347.

Per ulteriori approfondimenti si invita alla lettura dell’intero intervento dello SPISAL di Vicenza relativamente alla parte TERRA.

Passiamo invece ora alla parte dedicata al CIELO e poniamo l’attenzione ai lavori di manutenzione in altezza, per i quali sono due gli aspetti fondamentali:

1-     uso delle scale portatili

Gli infortuni, che spesso nelle imprese artigiane coinvolgono anche i titolari e i soci, sono principalmente dovuti a:

-     caduta della scala perché non fissata, o perché appoggiata male, o non aperta completamente ecc.;

-     caduta dalla scala per perdita dell’equilibrio dovuta alle modalità di lavoro non sicure;

In pochissimi casi la causa dell’infortunio è imputabile a difetti di costruzione o manutenzione della scala stessa.

Si riportano alcuni esempi, non esaustivi, che possono essere utili per non usare le scale portatili ma preferire altri mezzi:

-    usare attrezzature a manico lungo, che consentono di eseguire i lavori, come la pulizia vetri o lo spolvero, da terra,

-    utilizzare attrezzature diverse dalle scale (ponti su ruote, ponteggi, piattaforme autosollevanti).

2-     lavori su tetti e coperture

Le cadute da tetti, in particolare da quelli costituiti da eternit e materiali simili, non idonei al calpestio, spesso determinano infortuni mortali e gravi. Ogni fase dell’attività ha bisogno di un’attenzione specifica ai fini della prevenzione:

- percorso di accesso alla copertura. Cioè il tragitto da compiere per raggiungere il punto di accesso alla copertura, mediante scale opportunamente vincolate, apparecchi di sollevamento certificati anche per il trasferimento di persone in quota.

- accesso alla copertura. È il punto che consente il trasferimento in sicurezza di un operatore e di eventuali materiali ed utensili da lavoro sulla copertura,

- transito ed esecuzione di lavori sulla copertura. Lo spostamento e lo svolgimento del lavoro deve avvenire in sicurezza e mediante gli elementi protettivi in grado di consentire lavori di manutenzione in sicurezza. Esempi di tali elementi possono essere: parapetti, linee di ancoraggio, dispositivi di ancoraggio, passerelle o andatoie, reti di sicurezza,impalcati e ganci di sicurezza da tetto.

Inoltre si vuole ricordare che i carrelli elevatori non devono essere utilizzati per sollevare persone, né direttamente sulle forche né con palette o ceste. Quindi è opportuno istruire adeguatamente i lavoratori e fornire attrezzature adatte ai lavori in quota come possono essere trabattelli e auto sollevanti, vigilando che le procedure vengano applicate

Il mantenimento della sicurezza nel tempo, con verifiche e controlli è il passo finale per poter affermare che la manutenzione rientra all’interno di un sistema di gestione per la sicurezza (SGSL).

 

 

 

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