Obbligo vaccino o Green Pass per lavoratori: si o no?

Pubblicato il 04 Agosto 2021

Obbligo vaccino o Green Pass per lavoratori: si o no?

Obbligo vaccino o Green Pass per lavoratori: si o no?

Il tema dell'obbligo vaccino o Green Pass per lavoratori è diventato tema di dibattito da quando il governo ha approvato il decreto legge 105/21 con il quale si prevede l’introduzione dell’obbligo di esibire il Green Pass per accedere ad alcune attività (ad esempio quelle di ristorazione) a partire dal prossimo 6 Agosto.

In riferimento a questo argomento sono state assunte, negli ultimi giorni, diverse posizioni favorevoli e altre contrarie sull’argomento.

 

Abbiamo deciso di riassumere le principali argomentazioni, a sostegno di entrambe le posizioni, in questo articolo.

 si o no?

Una panoramica della situazione

Dal 6 Agosto, come dicevamo all’inizio, dovremo esibire il Green Pass per accedere ad alcune attività che trovate elencate all’interno del nostro articolo “Quando è obbligatorio il Green Pass?”.

 

Per correttezza va specificato che l’obbligo di esibire il Green Pass non corrisponde all’obbligo di vaccinarsi, la certificazione verde può essere ottenuta anche se si è guariti dal contagio da meno di 6 mesi oppure se ci si è sottoposti ad un tampone, sia esso rapido o molecolare, nelle ultime 48 ore purché esso abbia restituito esito negativo.

 

Nella settimana in cui stiamo scrivendo questo articolo, inoltre, il governo sta discutendo dell’opportunità di rendere obbligatorio il Green Pass anche per poter salire su aerei e treni per lunghe tratte .

 

Va anche ricordato che l’obbligo vaccinale (non l’obbligo di esibire il Green Pass) è già in vigore per gli operatori del settore della sanità e si sta discutendo dell’opportunità di allargarlo anche ad altri settori.

Una panoramica della situazione

 

Obbligo vaccino o Green Pass per lavoratori: Si

Tra le persone favorevoli all’introduzione del Green Pass per poter accedere al posto di lavoro troviamo il giuslavorista Pietro Ichino, il presidente del consiglio di amministrazione di Sterilgarda Fernando Sarzi e Brunello Cucinelli fondatore dell’omonima azienda del settore tessile.

 

Partiamo dalla posizione del signor Ichino, il giuslavorista sostiene la necessità di richiedere il Green Pass per l’accesso all’azienda basandosi sulla sentenza del tribunale di Modena che ha respinto il ricorso di due dipendenti RSA rifiutatesi di vaccinarsi.

 

La sentenza è arrivata basandosi sulla direttiva UE n.739 del 3 Giugno 2020 e sull’articolo 2087 dei Codice Civile Italiano: l’articolo 2087 prevede l’obbligo di adottare tutte le misure necessarie per garantire l’integrità fisica dei lavoratori mentre la direttiva UE identifica il coronavirus come agente biologico e rende pertanto necessario adottare tutte le possibili protezioni contro lo stesso negli ambienti di lavoro.

La decisione peraltro prevede la sospensione dello stipendio dei lavoratori senza però che avvenga il licenziamento del dipendente.

 

Il presidente del consiglio di amministrazione di Sterilgarda invece, sempre in conformità con l’articolo 2087 del codice civile, ha predisposto una comunicazione con cui avvisa i dipendenti che coloro che non accetteranno di sottoporsi a vaccinazione potranno essere cambiati di mansione ed essere spostati a mansioni più “sicure”; qualora ciò non fosse possibile il dipendente verrà sospeso dal lavoro senza retribuzione (ma non sarà comunque licenziato).

 

Posizione simile anche quella assunta dall’imprenditore Cucinelli che ha invece proposto di fornire un’aspettativa di 6 mesi retribuita per i dipendenti della sua azienda che non dovessero vaccinarsi.

Cucinelli sottolinea il modo in cui è giunto a questa decisione: molti dipendenti della sua azienda hanno iniziato a non voler passare il proprio orario lavorativo a contatto con i colleghi che non hanno voluto vaccinarsi.

Cucinelli, inoltre, sottolinea che questa decisione verrebbe applicata solo nel momento in cui decadesse l’obbligo di indossare le mascherine.

 

A far molto rumore su questa tematica è stata la proposta di Confindustria, contenuta in una lettera interna mandata dalla direttrice generale Francesca Mariotti ai direttori del sistema industriale, che ipotizzava la possibilità di imporre l’esibizione del Green Pass per accedere a lavoro.

Va specificato che la lettera di Confindustria contiene solo una proposta che fa riferimento all’obbligo di presentare la Certificazione Verde per accedere all’azienda ma non impone in alcun modo l’obbligo alla vaccinazione per i dipendenti.

 

Dobbiamo, infine, sottolineare che alcune grandi multinazionali, tra cui Facebook e Google, hanno deciso di imporre la vaccinazione per i dipendenti che intendano tornare a lavorare in ufficio.

Obbligo vaccino o Green Pass per lavoratori

Obbligo vaccino o Green Pass per lavoratori: No

Le posizioni più critiche sull’argomento sono state invece assunte dai rappresentati dei sindacati Maurizio Landini, Pierpaolo Bombardieri e Luigi Sbarra.

 

Il segretario della CGIL Maurizio Landini ha definito la decisione di Confindustria, di cui abbiamo parlato nel precedente paragrafo, una forzatura poiché secondo la sua opinione “Non sono le aziende che devono stabilire chi entra e chi esce” ma dev’essere il governo a legiferare e assumere una posizione sull’argomento.

In un successivo incontro tra i rappresentati dei sindacati e il presidente del consiglio, il signor Landini ha sottolineato che, anche qualora il Green Pass diventasse obbligatorio per accedere al lavoro, esso non debba diventare uno strumento per giustificare i licenziamenti.

 

Il segretario generale della UIL Pierpaolo Bombardieri, ha sostanzialmente ricalcato la posizione del collega Landini sottolineando come sia necessaria una decisione del governo sull’argomento per risolvere la situazione ma ribadendo la necessità di ulteriori confronti.

 

Il segretario della CISL Luigi Sbarra ha invece dichiarato che si dovrebbe pensare ad una norma, riguardante l’obbligo vaccinale, che valga per tutti e non soltanto per i lavoratori poiché l’obiettivo ultimo dev’essere quello di difendere l’intera popolazione dal contagio.

 

Un’altra posizione simile è stata presa dall’amministratore delegato di Fincantieri Giuseppe Bono secondo cui imporre l’esibizione del Green Pass non è una soluzione dato che esso costituisce solamente una certificazione di conclusione del ciclo vaccinale.

Secondo Bono ciò su cui si dovrebbe intervenire sono le vaccinazioni, con una legge che le imponga a tutti, seppur questo potrebbe essere ritenuto un intervento eccessivo dalla popolazione.

 

Un’altra difficoltà che viene sottolineata, relativa all’eventuale obbligo di esibire il Green Pass per accedere all’ambiente lavorativo, è quella relativa ai controlli: il datore di lavoro non può acquisire i dati personali dei propri dipendenti e deve anche appoggiarsi a un medico esterno anche solo per poterli effettuare.

Questo fattore costituisce un ulteriore ostacolo di carattere legale e organizzativo per l’implementazione dell’obbligo di esibizione del Green Pass.

Obbligo vaccino o Green Pass per lavoratori

 

Riflessioni Conclusive

Al di fuori del dibattito relativo a obbligo vaccino o Green Pass per lavoratori, ciò che ci dobbiamo ricordare è che stiamo ancora attraversando un periodo di difficoltà economica e sociale.

 

In aggiunta a ciò va sottolineato che tutte le decisioni del caso saranno a carico del governo che ne valuterà l’opportunità di implementazione o meno.

 

Il confronto e il dialogo sono senz’altro degli ottimi strumenti per meglio direzionare le decisioni, purché avvengano nel rispetto del prossimo e con correttezza.

 

Ora quindi vorremo parlarne con voi: cosa ne pensate? Siete favorevoli o contrari ad introdurre un obbligo vaccino o Green Pass per lavoratori?

Fatecelo sapere nei commenti sulle pagine social di Lisa/Servizi.

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