Gestione dei comportamenti e contagio covid-19

Pubblicato il 09 Aprile 2020

La gestione dei comportamenti aiuta a ridurre il contagio covid-19

La gestione dei comportamenti aiuta a ridurre il contagio covid-19

La pandemia da coronavirus covid-19 che ha colpito il mondo intero rappresenta un test sia per gli Stati sia per le organizzazioni, della loro capacità di controllare in modo preciso il comportamento umano.

Il virus infatti si propaga solo con strette interazioni umane. La scienza del comportamento umano aiuta nella comprensione del fenomeno e ne consente il controllo.

Le aziende che sono oggi aperte e quelle che potranno riaprire a breve, hanno l’onere di mettere in atto misure realmente efficaci in linea con il protocollo tra le parti sociali per non creare problemi di salute ai collaboratori e incorrere in rischi di natura risarcitoria e penale.

Non è infatti sufficiente mettere a disposizione cartellonistica, disinfettanti, informative, mascherine per avere la certezza che il comportamento sia quello corretto. Gli antecedenti, cosi si chiamano, non sono efficaci nel determinare il comportamento umano. Potremo essere a posto e fare bella figura con lo Spisal durante il veloce sopralluogo, o soddisfare i componenti del comitato per la verifica dell’applicazione delle regole del protocollo o l’organismo di vigilanza 231. Ma il virus se ne frega degli aspetti formali, sempre alla ricerca di un singolo comportamento scorretto che potrebbe dargli l’opportunità di infettare qualcuno.

Il fatto che sia invisibile ad occhio nudo gli conferisce un vantaggio enorme che ci costringe, per essere efficaci, di dover puntare al 100% dei comportamenti sicuri. Con gli strumenti di gestione della sicurezza ordinari (formazione, procedure ecc) è molto difficile arrivarci.

Il comportamento umano non dipende dagli antecedenti (stimoli ambientali che sono presenti prima del comportamento, come appunto la cartellonistica, la presenza dei disinfettanti, le informative, le mascherine DPI ecc), ma dalle conseguenze che vengono immediatamente erogate dopo il suo verificarsi.

Se le conseguenze ricevute sono piacevoli per i neuroni, il comportamento tenderà ad aumentare, cioè a manifestarsi più frequentemente; se invece le conseguenze sono spiacevoli o punitive, il comportamento tenderà a non essere più riemesso.

Un lavoratore, in una giornata di lavoro, agisce un elevatissimo numero di singoli comportamenti di sicurezza (ad esempio mantenimento della distanza droplet rispetto ad un collega, tocca la maniglia di una porta munito di guanti, si sfila i guanti in modo corretto, si toglie la mascherina senza toccarla ecc.)

E’ importante poter controllare i comportamenti e fare in modo che quelli sicuri abbiano una frequenza prossima al 100%.

Anche se ci sono ancora aspetti sconosciuti e altri fuori dal nostro controllo, alcuni comportamenti specifici che riducono il rischio di esposizione virale per noi stessi, i nostri collaboratori e la popolazione sono perfettamente noti. La scienza comportamentale ci consente di aggiungere la gestione dei comportamenti all’interno di in un processo di riduzione dell'esposizione da covid-19.

Vediamo quali sono i passaggi per impostare una corretta gestione dei comportamenti di prevenzione da covid-19:

checklist comportamentali covid-19

 

Realizzare checklist comportamentali con l’inserimento dei comportamenti critici di prevenzione da covid-19 per il nostro personale, fornitori e appaltatori.

Solo a titolo di esempio possiamo considerare quelli definiti dal decalogo del Ministero della salute e ISS o dal protocollo parti sociali come a titolo di esempio:

  1. Si lava frequentemente le mani per almeno 20 secondi con acqua e sapone o gel a base alcolica
  2. Sta ad almeno un metro di distanza da altre persone
  3. Evita di toccarsi occhi, naso e bocca con le mani non lavate
  4. Quando starnutisce si copre bocca e naso con fazzoletto monouso, o usa la piega del gomito
  5. Pulisce le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol
  6. Riduce al minimo le interazioni personali
  7. Usa delle alternative per stringere la mano.
  8. Pulisce e disinfetta frequentemente le aree comuni.
  9. Conduce riunioni tramite video conferenza piuttosto che di persona.
  10. Se malato, rimane a casa.
  11. Se positivo a covid-19, avverte le autorità e si pone in quarantena per precauzione e protezione altrui.

Ovviamente i comportamenti da inserire in checklist differiscono a seconda delle attività svolte e vanno adattati al caso specifico.

misurazione della temperatura

REQUISITI DELLA CHECKLIST COMPORTAMENTALE

Una checklist per essere utilizzata correttamente in un processo comportamentale deve soddisfare ai seguenti requisiti:

Misurabile: il comportamento deve essere descritto in modo da poter essere contato.

Osservabile: il comportamento deve essere facilmente osservabile da un osservatore. Solo a titolo di esempio il comportamento del decalogo ISS “Non prendere farmaci antivirali né antibiotici a meno che siano prescritti dal medico” non è facilmente osservabile e quindi non può essere inserito in una lista di controllo.

• Superamento test di concordanza: la checklist va data a due osservatori indipendenti che osservano lo stesso lavoratore e confrontano le registrazioni che devono concordare.

• Superamento del criterio dell’uomo morto: Il comportamento deve essere realmente attivato da una persona. Se un morto può farlo, non è un comportamento. Ad esempio il "non tocca la maniglia" non è un comportamento specifico osservabile e non supera il criterio dell'uomo morto.

Sotto il controllo dell'esecutore: l’erogazione del comportamento non deve dipendere da altri fattori su cui l’esecutore non ha il controllo.

Progettare il processo di osservazione.

Una volta definite le schede di controllo bisogna decidere:

  • chi le utilizzerà, ovvero chi e quanti saranno gli osservatori, dei vari reparti. Saranno volontari o sarà imposto di farlo?
  • Con che frequenza osservare (giornaliera, settimanale ecc)
  • In quali aree specifiche? Gli osservatori saranno liberi di scegliere l’area da osservare o sarà loro indicato.
  • Come registrare i dati dal processo di osservazione. Una tabella excel o un dbase professionale con produzione di grafici in automatico come ad esempio Easy BBS.
  • Come usare i dati in un processo di miglioramento per obiettivi. Chi li userà, in quali occasioni
  • Comunicazione: dove renderemo disponibili ai lavoratori i dati di osservazione (Bacheca, intranet ecc.)

 

Condurre le osservazioni e fornire feedback

E’ necessario stabilire la data di inizio del processo di osservazione ed erogazione di feedback.

Gli osservatori dovrebbero essere istruiti ad eseguire il processo secondo alcuni passaggi che riassumiamo sinteticamente

  • Chiarire al lavoratore osservato il motivo dell’osservazione
  • Osservare il lavoratore registrando i dati sulla lista di controllo, sia per i comportamenti sicuri che per quelli a rischio
  • Mostrare all’osservato la checklist compilata in totale trasparenza
  • Illustrare alcuni dei comportamenti a rischio più significativi, spiegare cosa rischia il lavoratore continuando ad operare cosi, chiedere il motivo dei comportamenti a rischio e scrivere la risposta dell’osservato
  • Illustrare qualche comportamento sicuro, spiegare l’utilità del metterli in atto, fare i complimenti al lavoratore
  • Salutarlo in modo simpatico

eliminazione delle barriere al comportamento sicuro

Eliminazione delle barriere al comportamento sicuro

Molto spesso il comportamento sicuro non emerge per la presenza di ostacoli e barriere, che in una condizione ideale non dovrebbero esistere, ma nella pratica di tutte le organizzazioni sono presenti.

E’ fondamentale identificare tali barriere per poterle eliminare. E’ quindi importante chiedere al lavoratore la causa del suo comportamento a rischio e tracciare la sua risposta.

La raccolta di tali risposte, o commenti, dovrà essere analizzato da apposito gruppo di lavoro per la riduzione del contagio covid-19, che ha specifica competenza nei processi comportamentali.

Tutti i componenti del gruppo di lavoro e gli osservatori, devono avere molto chiaro in testa che i lavoratori non vanno colpevolizzati. Un comportamento a rischio si manifesta spesso, perché sono in atto conseguenze, magari messe in atto inconsapevolmente dall’organizzazione, che rinforzano tale comportamento. Tali conseguenze vanno identificate e corrette con un piano di attuazione.

 

Riassunto

 

I processi comportamentali sono molto utili in questa situazione di crisi, per la riduzione del contagio covid-19 nelle organizzazioni.

Sono basati su un processo di osservazione e feedback di lavoratori su lavoratori, mediante l’uso di checklist comportamentali, aumentano la frequenza dei comportamenti che prevengono il contagio e riducono la frequenza di quelli a rischio, che favoriscono il contagio. Identificano le barriere che ostacolano l’emergere dei comportamenti sicuri.

Il tutto avviene in un contesto che responsabilizza tutti, nella massima trasparenza, valorizzando il contributo dei lavoratori piuttosto che colpevolizzandoli.

I processi comportamentali sono un’arma di eccellenza nella guerra alla diffusione al coronavirus covid-19.

Ing. Riccardo Borghetto

Behavioral Division Director Lisa Servizi

Ing. Riccardo Borghetto

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