Obbligo vaccinale per gli operatori sanitari - Lisa Servizi

Pubblicato il 02 Aprile 2021

Obbligo vaccinale per gli operatori sanitari

Obbligo vaccinale per gli operatori sanitari

L'obbligo vaccinale per gli operatori sanitari è stabilito dal Decreto Legge 1/4/2021 Numero 44 pubblicato in GU 79 del 1/4/2021 all’articolo 4.

Commento:

In questi mesi abbiamo assistito a molte discussioni sul fatto che si possa licenziare o spostare ad altra mansione un lavoratore che rifiuti la vaccinazione contro il virus Sars-cov-2, soprattutto se questo lavoratore appartiene a settori sensibili come sanita o assistenza nelle RSA.

Alcuni eventi di questi giorni hanno evidenziato come fosse opportuno emanare una specifica norma di legge. 

Viene ribadito un concetto molto forte, per queste categorie “La vaccinazione costituisce requisito essenziale per l'esercizio della professione e per lo svolgimento delle prestazioni lavorative rese dai soggetti obbligati”. Lo scopo è “tutelare la salute pubblica e mantenere adeguate condizioni di sicurezza nell'erogazione delle prestazioni di cura e assistenza”.

Sono i soggetti obbligati:

- gli esercenti le professioni sanitarie

- gli operatori di interesse sanitario

che svolgono la loro attività nelle strutture sanitarie, sociosanitarie e socio-assistenziali, pubbliche e private, nelle farmacie, parafarmacie e negli studi professionali

 

Obbligo vaccinale per gli operatori sanitari

Interessante la gestione della privacy.

E’ evidente che in situazioni di questo tipo il diritto alla privacy si pone su piano inferiore a quello della tutela della salute pubblica: gli ordini professionali e i datori di lavoro dei settori a rischio trasmettono i dati ai servizi informativi vaccinali che effettuano l’incrocio delle banche dati per verificare chi sono i soggetti che non si sono vaccinati e a segnalarlo alle ASL di competenza che gestisce le comunicazioni formali.

Accertato che il soggetto non si è vaccinato, l’ASL comunica il suo nominativo agli ordini professionali e ai datori di lavoro.

Implicazioni: La mancata vaccinazione comporta:

- “la sospensione dal diritto di svolgere prestazioni o mansioni che implicano contatti interpersonali o comportano, in qualsiasi altra forma, il rischio di diffusione   del contagio da SARS-CoV-2. “

-lo spostamento del lavoratore, se possibile, ad altre mansioni, anche inferiori, che non comportano rischio di contagio

-il mancato compenso, se non è possibile lo spostamento del lavoratore: “non è dovuta la retribuzione, altro compenso o emolumento, comunque denominato”.

La durata degli effetti del decreto non è infinita, ma cessa con la vaccinazione dell’operatore, con il completamento del piano vaccinale e in ogni caso fino al 31/12/2021.

 

Questo il testo

 

Art. 4

Disposizioni urgenti in materia di prevenzione del contagio da   SARS-CoV-2 mediante previsione di obblighi vaccinali per gli esercenti le professioni sanitarie e gli operatori di interesse sanitario

 1. In considerazione della situazione di emergenza epidemiologica da SARS-CoV-2, fino alla completa attuazione del piano di cui all'articolo 1, comma 457, della legge 30 dicembre 2020, n.  178, e comunque non oltre il 31 dicembre 2021, al fine di tutelare la salute pubblica e mantenere adeguate condizioni di sicurezza nell'erogazione delle prestazioni di cura e assistenza, gli esercenti le professioni sanitarie e gli operatori di interesse sanitario che svolgono la loro attività nelle strutture sanitarie, sociosanitarie e socio-assistenziali, pubbliche e private, nelle farmacie, parafarmacie e negli studi professionali sono obbligati a  sottoporsi a vaccinazione gratuita per la prevenzione dell'infezione da SARS-CoV-2. La vaccinazione costituisce requisito essenziale per l'esercizio della professione e per lo svolgimento delle prestazioni lavorative rese dai soggetti obbligati. La vaccinazione è somministrata nel rispetto delle indicazioni fornite dalle regioni, dalle province autonome e dalle altre autorità sanitarie competenti, in conformità' alle previsioni contenute nel piano.

  2. Solo in caso di accertato pericolo per la salute, in relazione a specifiche condizioni cliniche documentate, attestate dal medico di medicina generale, la vaccinazione di cui al comma 1 non è obbligatoria e può essere omessa o differita.

 3. Entro cinque giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, ciascun Ordine professionale   territoriale competente trasmette l'elenco degli iscritti, con l'indicazione del luogo di rispettiva residenza, alla regione o alla provincia autonoma in cui ha sede. Entro il medesimo termine i datori di lavoro degli operatori di interesse sanitario che svolgono la loro attività nelle strutture sanitarie, sociosanitarie, socio-assistenziali, pubbliche o private, nelle farmacie, parafarmacie e negli studi professionali trasmettono

l'elenco dei propri dipendenti con tale qualifica, con l'indicazione del luogo di rispettiva residenza, alla regione o alla provincia autonoma nel cui territorio operano.

  4. Entro dieci giorni dalla data di ricezione degli elenchi di cui al comma 3, le regioni e le province autonome, per il tramite dei servizi informativi vaccinali, verificano lo stato vaccinale di ciascuno dei soggetti rientranti negli elenchi.  Quando dai sistemi informativi vaccinali a disposizione della regione e della provincia autonoma non risulta l'effettuazione della vaccinazione anti SARS-CoV-2 o la presentazione della richiesta di vaccinazione nelle modalità stabilite nell'ambito della campagna vaccinale in atto, la regione o la provincia autonoma, nel rispetto delle  disposizioni in materia di protezione  dei dati  personali,  segnala  immediatamente all'azienda sanitaria locale di residenza i nominativi dei soggetti che non risultano vaccinati.

5. Ricevuta la segnalazione di cui al comma 4, l'azienda sanitaria locale di residenza invita l'interessato a produrre, entro cinque giorni dalla ricezione dell'invito, la documentazione comprovante l'effettuazione della vaccinazione, l'omissione o il differimento della stessa ai sensi del comma 2, ovvero la presentazione della richiesta di vaccinazione o l'insussistenza dei presupposti per l'obbligo vaccinale  di  cui  al  comma  1.  In caso di mancata presentazione della documentazione di cui al primo periodo, l'azienda sanitaria locale, successivamente alla scadenza del predetto termine di cinque giorni, senza ritardo, invita formalmente l'interessato a sottoporsi alla somministrazione del vaccino anti SARS-CoV-2, indicando le modalità e i termini entro i quali adempiere dall'obbligo di cui al comma 1. In caso di presentazione di documentazione attestante la richiesta di vaccinazione, l'azienda sanitaria locale invita l'interessato a trasmettere immediatamente e comunque non oltre tre giorni dalla somministrazione, la certificazione attestante l'adempimento all'obbligo vaccinale.

6. Decorsi i termini di cui al comma 5, l'azienda sanitaria locale competente accerta l'inosservanza dell'obbligo vaccinale e, previa acquisizione delle ulteriori eventuali informazioni presso le autorità competenti, ne dà immediata comunicazione scritta all'interessato, al datore di lavoro e all'Ordine professionale di appartenenza.  L'adozione dell'atto di accertamento da parte dell'azienda sanitaria locale determina la sospensione dal diritto di svolgere prestazioni o mansioni che implicano contatti interpersonali o comportano, in qualsiasi altra forma, il rischio di diffusione del contagio da SARS-CoV-2.

7. La sospensione di cui al comma 6, è comunicata immediatamente all'interessato dall'Ordine professionale di appartenenza.

8. Ricevuta la comunicazione di cui al comma 6, il datore di lavoro adibisce il lavoratore, ove possibile, a mansioni, anche inferiori, diverse da quelle indicate al  comma  6, con il trattamento corrispondente  alle  mansioni  esercitate,  e  che,  comunque,  non implicano rischi di diffusione del contagio. Quando l'assegnazione a mansioni diverse non è possibile, per il periodo di sospensione di cui al comma 9, non è dovuta la retribuzione, altro compenso o emolumento, comunque denominato.

9. La sospensione di cui al comma 6 mantiene efficacia fino all'assolvimento dell'obbligo  vaccinale o, in  mancanza, fino al completamento del piano vaccinale nazionale e comunque non  oltre il 31 dicembre 2021.

10. Salvo in ogni caso il disposto  dell'articolo  26,  commi  2 e 2-bis, del decreto-legge  17  marzo  2020,  n.  18,  convertito,  con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, per il  periodo  in cui la vaccinazione di cui  al  comma  1  e'  omessa  o  differita  e comunque non oltre il 31 dicembre 2021, il datore di lavoro  adibisce i soggetti di  cui  al  comma  2  a  mansioni  anche  diverse,  senza decurtazione della retribuzione, in modo da  evitare  il  rischio  di diffusione del contagio da SARS-CoV-2.

  11. Per il medesimo  periodo  di  cui  al  comma  10,  al  fine  di contenere  il  rischio  di  contagio,  nell'esercizio  dell'attività libero-professionale, i soggetti di cui al comma 2 adottano le misure di prevenzione igienico-sanitarie indicate dallo specifico protocollo di sicurezza adottato con  decreto  del  Ministro  della  salute, di concerto con i Ministri della  giustizia e del  lavoro e delle politiche sociali, entro venti giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto.

  12. Dall'attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

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