sostanze e miscele: giugno 2015

Pubblicato il 03 Giugno 2015

sostanze e miscele: giugno 2015

 

A partire dal 1 Giugno 2015 il Regolamento CLP, (CE) 1272/2008, relativo alla classificazione, all'etichettatura e all'imballaggio sarà la sola normativa a cui far riferimento per sostanze chimiche e miscele.

 

A partire dal 1 giugno 2015, si avrà l’abrogazione delle Direttive europee 67/548/CEE e 1999/45/CE, la classificazione, l’etichettatura e l’imballaggio sia delle sostanze che delle miscele dovrà seguire i criteri del CLP e la SDS dovrà essere conforme all’allegato II del Regolamento 453/2010/UE.

Fino al 1° giugno 2017 sarà in vigore una deroga applicabile alle miscele a scaffale (immesse sul mercato almeno una volta prima del 1 giugno 2015), la cui classificazione, etichettatura ed imballaggio potrà seguire i criteri previsti dalla Direttiva 1999/45/CE e la cui SDS sarà conforme all’allegato I del Regolamento 453/2010/UE (purché non necessario un aggiornamento della SDS).

 

In tutti gli altri casi invece la scheda dati di sicurezza SDS, dovrà essere compilata con i riferimenti e le classificazioni previsti dal CLP, e quindi dovrà essere conforme all’All. II Regolamento (CE) 453/2010.


Alla luce delle nuove SDS schede dati di sicurezza è fondamentale un aggiornamento della Valutazione del Rischio Chimico. Il CLP infatti, non solo può cambiare la classificazione della sostanza e miscela, ma introduce anche nuovi pericoli, senza scordare gli scenari di esposizione previsti nella e-SDS (scheda di sicurezza estesa).

Il datore di lavoro è dunque chiamato a rivalutare il rischio chimico, considerando le modalità di impiego degli agenti chimici, ma anche tutti quei prodotti che potrebbero generarsi dalle attività lavorative (fumi di saldatura, polveri di molatura ecc…).

 

Lisa Servizi offre un servizio preliminare, relativo all’ analisi delle schede dati di sicurezza e delle schede “informative” e degli usi consentiti all’interno degli eventuali scenari di esposizione allegati.

Questo primo step è fondamentale per fare il punto sugli agenti chimici pericolosi, e si completa con l’individuazione delle sostanze o delle miscele pericolose che si possono generare dai processi produttivi (smerigliatura, saldatura, stagnatura, fumi da incollaggio plastiche ecc..), fino ai rifiuti pericolosi.

Una volta chiariti i componenti pericolosi e della loro classificazione, è possibile effettuare la valutazione del rischio chimico. La valutazione si distingue in valutazione del rischio per la salute (ad esempio tramite considerazioni che derivano da un insieme di informazioni quali: modalità espositiva legata all’attività lavorativa, possibile superamento dei limiti professionali, probabilità di effetti accumulo e di combinazione sugli organi bersaglio, esito dei monitoraggi ambientali e/o biologici – da cui la necessità di collaborazione con il medico competente) e per la sicurezza.

Output della valutazione è l’identificazione del livello di rischio, da cui segue il piano di miglioramento. A fronte di un rischio “non irrilevante per la salute” o “non basso per la sicurezza”, i nostri tecnici vi supporteranno nella definizione delle misure di protezione al fine di rientrare in una condizione di rischio accettabile o di rischio controllato.

Inoltre, se dall’analisi degli usi consentiti all’interno degli eventuali scenari di esposizione, dovessero emergere delle discrepanze con gli usi effettivamente sostenuti, sarà nostra cura definire un percorso ad hoc e specifico per la vostra realtà, che vi permetta di uniformarvi a quanto riportato dello scenario di esposizione, piuttosto che indirizzato alla produzione di un proprio scenario di esposizione.

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