sicurezza strutture giudiziarie carcerarie DM18/11/2014

Pubblicato il 22 Gennaio 2015

Commento a cura ing. Riccardo Borghetto

Le strutture giudiziarie e carcerarie rappresentano uno dei vari ambiti di attività della sicurezza sul lavoro in cui non si applica il testo unico D.lgs 81/08 ma una norma speciale.

Lo prevede l’art 3 comma 2 del D.lgs 81/08 “le disposizioni del presente decreto legislativo sono applicate tenendo conto delle effettive particolari esigenze connesse al servizio espletato…”

E’ abbastanza ovvio. Ad esempio non è praticabile realizzare una via di esodo che consenta il facile esodo dei carcerati!

Come al solito con enorme ritardo è finalmente uscito il decreto del Ministero della Giustizia numero 201 del 18 Novembre 2014 che definisce l’applicazione delle norme di sicurezza al settore delle strutture giudiziarie e carcerarie.

Oltre al Dm 18/11/2014 vi sono altre norme che trattano la stessa materia e nello specifico:

- DM 5 agosto 1998: individuazione del datore di lavoro e soggetti destinatari degli obblighi nonché degli organi di vigilanza
- DM 29 agosto 1997, n. 338, che era “figlio” del D.lgs 626/94 e svolgeva la stessa funzione dl 18/11/2014 e che quindi viene abrogato
- DM  10 aprile 2000, che istituisce l'Ufficio per la “vigilanza sulla sicurezza per l'Amministrazione della giustizia presso il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria (V.I.S.A.G.)»;
 

Contenuti

Articolo 1 Campo di applicazione

Strutture giudiziarie e penitenziarie nell’ambito dell’amministrazione della giustizia.

Articolo 2 Modalità di applicazione

Le misure per garantire il fine dell'ordine e della sicurezza nell'ambito dell'attività giudiziaria e penitenziaria sono applicate compatibilmente con la normativa di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro.
Le particolari esigenze di cui tenere conto sono:

a) la vigilanza e convivenza dei detenuti e internati sottoposti a misura di sicurezza;
b) garantire l'ordinato esercizio della funzione giurisdizionale;
c) incolumità del personale e utenti contro pericoli di attentati, aggressioni e sabotaggi;
d) evitare il rischio di evasioni;
e) prevenire atti di autolesionismo o suicidio.

Le peculiarità organizzative di cui tenere conto sono:

a) direzione funzionale delle attività;
b) capacità operativa e prontezza d'impiego del personale dipendente;
c) riservatezza e sicurezza delle telecomunicazioni e dati;
d) particolarità costruttive e d'impiego di equipaggiamenti speciali come  armi, mezzi operativi e trasporto, nonché specifici impianti quali poligoni di tiro, laboratori di analisi ecc.

Uno dei problemi più grossi è quello di conciliare le attività istituzionali con la gestione dell’emergenza. Infatti il datore di lavoro deve assicurare piani di evacuazione degli ambienti. La cosa è particolarmente delicata. Pensiamo alle simulazioni. Se durante la simulazione vi fosse una fuga in massa dei detenuti ?

E infatti nei  penitenziari, i punti raccolta devono essere localizzate all'aperto, all'interno della cinta di protezione perimetrale. Le prove di evacuazione possono essere eseguite anche per aree omogenee e non necessariamente per l'intero edificio.

Viene chiarito che gli obblighi di nomina degli RLS non si applicano ai detenuti e internati.
Vengono citate tra le peculiarità di cui tenere conto:

a) livello di protezione e tutela del personale operante, impianti e apparecchiature contro il pericolo di attentati, aggressioni, introduzioni di armi ed esplosivi, sabotaggi di sistemi (ad es. bussole per ingresso, telecamere CC, locali intercettazioni, locali corpi di reato ecc;)
b) la prevenzione della fuga o di aggressioni, anche al fine della liberazione di persone detenute o internate, nonché la prevenzione di azioni di autolesionismo o di autosoppressione per mantenere l'ordine e la disciplina.

Che rapporto vi deve essere tra l’applicazione delle norme di sicurezza e le specifiche esigenze?
Viene chiarito al comma 7: “ L'applicazione delle norme in materia di sicurezza ..non determina..  la rimozione o riduzione dei sistemi di controllo, anche ai fini della selezione degli accessi al pubblico e dei sistemi di difesa ritenuti necessari”. L'Amministrazione deve comunque assicurare idonei percorsi per l'esodo, adeguatamente segnalati, e verificare preventivamente e periodicamente l'innocuità dei sistemi di controllo.

Articolo 3: SPP

Viene chiarito che nelle strutture che ospitano più uffici, viene individuato un “dirigente individuato quale datore di lavoro per le aree, impianti e servizi comuni” e il SPP può essere unico.

Dal testo della norma il SPP deve essere svolto da "personale dell'amministrazione in possesso dei requisiti..". Ma poichè in pratica non c'è quasi nessuno che ha i requisiti si applica l'art 31 comma 4: "4. Il ricorso a persone o servizi esterni è obbligatorio in assenza di dipendenti che, all’interno dell’azienda ovvero dell’unità produttiva, siano in possesso dei requisiti di cui all’articolo 32."

Articolo 4: RLS

Vengono fornite indicazioni in merito alla nomina e attività degli RLS.

Articolo 5: DUVRI

Si applicano i seguenti criteri:

a) il DUVRI è elaborato dal datore di lavoro committente;
b) nella stesura del DUVRI devono essere omesse informazioni sensibili cui è vietata o inopportuna la divulgazione (ad es. posizioni di locali ove sono presenti apparecchiature di telecomunicazione, registrazione, corpi di reato ecc.)

Se nel DUVRI sono contenute misure sensibili, vanno adottate specifiche misure per evitare la divulgazione di tali informazioni. Tale documento può essere visionato, senza farne copia solo dal datore di lavoro appaltatore, RSPP e RLS, con obbligo di mantenere il segreto.
Articolo 6: SORVEGLIANZA SANITARIA

L’articolo non ha nulla di significativo.

Articolo 7 VIGILANZA

Gli uffici che hanno le esigenze particolari di cui sopra (carceri, aule bunker ecc), la vigilanza è svolta dal servizio istituito per le strutture penitenziarie. Per gli uffici “ordinari” del  Ministero della giustizia, la vigilanza è effettuata dagli enti indicati dal D.lgs 81/08 (SPISAL).

 

Conclusioni

Alcune affermazioni del decreto sono ovvie. Alcune si prestano a confusione come quello sulla vigilanza. In un edificio complesso contenente più uffici può essere difficile stabilire se l’attività ricade nella vigilanza ordinaria o quella speciale istituita presso le strutture penitenziarie.

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Il testo del decreto può essere scaricato dalla banca dati Olympus.

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