Screening tossicologico: studio conducenti professionali

Pubblicato il 28 Marzo 2013

Con l’entrata in vigore dell’accordo Stato-Regioni del 18 settembre 2008, sulle procedure per gli accertamenti sanitari di assenza di tossicodipendenza o di assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope in ambito lavorativo, sono stati effettuati un gran numero di studi per analizzare l’efficacia dei test on-site comunemente utilizzati dal medico competente per verificare se gli strumenti ed i metodi applicati consentano una corretta applicazione della legislazione italiana.

Ne risulta che vi è un’ampia gamma di test on-site con una sensibilità e specificità che varia in base alla sostanza da ricercare e al modello, un limite riscontrato riguarda la sensibilità di questi strumenti quando si và a ricercare droghe eo loro metaboliti nelle urine a basse concentrazioni.

Gli studi più rilevanti riportano un tasso di positività compreso tra 1.6% e 1.9%, nei quali le sostanze maggiormente rilevate sono i cannabinoidi e la cocaina.

Un così basso tasso di positività si può correlare sia ai limiti dei test on-site (insoddisfacenti in situazioni in cui le concentrazioni si avvicinano ai cut off, dunque nell’individuazione della maggior parte dei consumatori occasionali), sia alle carenze e alle criticità della legislazione attuale, ad esempio il preavviso di 24 ore.

 
 
 
 

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