Relazione Inail 2015, leggera flessione sugli infortuni | Lisa Servizi

Pubblicato il 24 Giugno 2016

Relazione Inail 2015, leggera flessione sugli infortuni

Relazione Inail  2015: prosegue l’andamento decrescente degli infortuni sul lavoro

Qualcosa si muove sul fronte della sicurezza nei luoghi di lavoro, anche se la strada da fare è ancora lunga. I dati sugli infortuni contenuti nella Relazione annuale Inail 2015 indicano una leggera flessione degli incidenti, anche se i numeri possono essere letti sotto varie angolazioni.

Tanto per cominciare lo scorso anno si sono registrate 673 mila denunce di infortuni sul lavoro, con un calo del 4% rispetto all’anno precedente. Gli infortuni “riconosciuti”, invece, sono 416 mila, il 18% dei quali è avvenuto in “itinere”, ovvero al di fuori dell’azienda e più precisamente nel percorso casa-lavoro o viceversa, con una diminuzione del 6,6% in confronto al 2014. Discorso a parte meritano gli ifortuni mortali la cui tendenza è tutta da valutare. Sono infatti 1.246 le denunce di infortunio mortale del 2015, contro i 1.152 dell’anno prima. 694 sono i casi accertati sul lavoro, con una diminuzione del 2% rispetto al 2014, di questi 382 fuori dall’azienda. Il dato, però, come spiegano dall’Inail, “non è consolidato perché sono ancora in istruttoria 26 infortuni: se tutti fossero riconosciuti come casi mortali avvenuti “sul lavoro”, si avrebbe un aumento complessivo di circa l’1,7% rispetto al 2014, mentre la riduzione rispetto al 2011 sarebbe del 20%. 11 milioni sono invece le giornata di inabilità riconosciute”. Per quanto riguarda le malattie professionali, poi, si contano 59 mila denunce, 1.500 in più sul 2014. Nel 34% dei casi è stata riconosciuta la causa professionale, il 3% delle “situazioni” denunciate è invece in istruttori”. Nella casistica è importante segnalare che il 63% delle denunce riguarda malattie del sistema osteomuscolare.

È importante ribadire – dicono dall’Inail - che le denunce riguardano le malattie e non i soggetti ammalati, che sono circa 44mila e, nel 39%, per causa professionale riconosciuta”. Naturalmente sono molte le patologie diretta conseguenza dell’esposizione all’amianto: 1.600 i lavoratori malatti a causa dell’eternit. Nel 2015 i lavoratori deceduti con malattia professionale riconosciuta sono stati 1.462, di questi 470 per silocosi o asbestosi. Nella nota riassuntiva della Relazione 2015, l’Inail ha pure ricapitolato i finanziamenti e le misure in atto per le aziende e la prevenzione.

Il bando Isi 2015 appena concluso (276 milioni dei quali 83 riservati alla bonifica dall’amianto), il bando Fipit 2015, per il quale sono stati stanziati 20 milioni e che nel 2014 ne ha stanziati 30; la riduzione dei premi (66 mila istanze presentate nel 2015).“A ottobre 2015, inoltre, è stata disposta la riduzione dell’8,16% dell’importo del premio per le imprese artigiane che non hanno denunciato infortuni nel biennio 2013-2014, cui sono stati destinati 27 milioni di euro. Lo sconto ha interessato oltre 267mila ditte. Altre riduzioni hanno riguardato il settore edile, la pesca e la navigazione. Infine, sono circa 7,5 milioni le prestazioni sanitarie, 690 mila le “prime cure”, 127 mila le prestazioni riabilitative e 10 mila le visite fisiatriche. Il “Centro Protesi di Vigorso di Budrio ha registrato l’afflusso di circa 13 mila assistiti. 

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