RELAZIONE ANNUALE DELL’AUTORITA’ GARANTE

Pubblicato il 22 Maggio 2019

RELAZIONE ANNUALE DELL’AUTORITA’ GARANTE

RELAZIONE ANNUALE DELL’AUTORITA’ GARANTE

L'Autorità Garante per la protezione dei dati personali, presieduta da Antonello Soro, ha presentato il 07 maggio 2019 la relazione annuale sulle attività svolte nel 2018.

La Relazione chiude il settennato del Collegio presieduto da Antonello Soro e illustra i diversi fronti sui quali è stata impegnata in questi anni l'Autorità. La Relazione fa inoltre il punto sullo stato di attuazione della legislazione in materia alla luce del Regolamento Ue e indica gli scenari che si aprono per la protezione dei dati personali.

In questi ultimi anni l’Autorità è stata impegnata a rispondere alle sfide poste in essere dai nuovi standard economici fondati sullo sfruttamento dei dati che, come logica conseguenza, portano ad una accresciuta esigenza di tutela dei diritti fondamentali delle persone, assicurando una efficace protezione dei dati.

Il 2018 ha visto una serie di interventi centrati innanzitutto sulle rilevanti novità introdotte dal Regolamento Ue e sulle grandi questioni legate alla tutela dei diritti fondamentali delle persone nel mondo digitale: in particolare, le implicazioni etiche della tecnologia; le grandi piattaforme; i big data; gli algoritmi ad uso sociale; la pervasività delle diverse forme di controllo e la raccolta dei dati; la profilazione on line, anche a fini di condizionamento dell’opinione pubblica; le fake news; la cybersecurity; l’Internet delle cose; il revenge porn.

L’anno appena trascorso è stato caratterizzato da fatti clamorosi che hanno messo a rischio la sicurezza informatica di milioni di persone in tutto il mondo. E sotto il profilo degli utilizzi illeciti dei dati personali sulle piattaforme social, va ricordato il caso Cambridge Analytica, che ha visto l’intervento dell’Autorità, volto ad accertare le responsabilità e a mettere in guardia sui rischi per la libertà delle persone da forme distorte di influenza politica.

Altri importanti interventi si sono realizzati al fine di proteggere i dati dei minori, per combattere il fenomeno del cyberbullismo siglando un protocollo d’intesa con la Polizia Postale e con alcuni Co.Re.Com.; l’Autorità ha fornito utili indicazioni su come difendersi dai software dannosi, in particolare il ransomware il programma informatico diffuso per bloccare un dispositivo elettronico (pc, tablet, smartphone, smart tv), o criptare i dati in esso contenuti (foto, video, file), e chiedere  un riscatto  per "liberarlo".

Nel settore della sanità il Garante è intervenuto con un provvedimento generale a chiarire come attuare le novità introdotte dal Regolamento Ue.

Sul fronte della tutela dei consumatori il Garante ha dettato regole per il trattamento dei dati effettuato attraverso i totem pubblicitari nelle stazioni ferroviarie ed ha proseguito l’impegno contro il telemarketing aggressivo con l’applicazione di pesanti sanzioni agli operatori che utilizzano i dati degli abbonati senza il loro consenso. Il Garante ha accertato rilevanti illeciti da parte di società di telefonia, ha svolto ispezioni presso diversi call center e ha suggerito al legislatore modifiche normative per rafforzare le garanzie dei cittadini.

I numeri

Nel 2018 sono stati adottati 517 provvedimenti collegiali.

L’Autorità ha fornito riscontro a oltre 5.600 quesiti, reclami e segnalazioni con specifico riferimento a diversi settori: marketing telefonico e cartaceo; centrali rischi; credito al consumo; videosorveglianza; concessionari di pubblico servizio; recupero crediti; settore bancario e finanziario; assicurazioni; lavoro; enti locali; sanità e servizi di assistenza sociale.

130 sono stati i ricorsi decisi dall’Autorità sino alla applicazione del Regolamento Europeo che hanno riguardato editori, datori di lavoro pubblici e privati, banche e società finanziarie, Pubbliche amministrazioni e concessionari di pubblici servizi, fornitori telefonici e telematici.

28 sono stati i pareri che l’Autorità Garante ha reso al Governo e al Parlamento in merito a attività di polizia e sicurezza nazionale; il casellario giudiziale; i trattamenti di dati a fini di polizia; le misure antiassenteismo e la raccolta delle impronte digitali dei dipendenti pubblici;  il Programma statistico nazionale; il “bonus cultura”; il Fascicolo sanitario elettronico; la carta di identità elettronica; il Registro tumori; l’Archivio dei rapporti finanziari; l’Anagrafe nazionale dei vaccini; il fisco.

27 sono state le comunicazioni di notizie di reato all’autorità giudiziaria, in particolare per mancata adozione di misure minime di sicurezza a protezione dei dati e illecito controllo a distanza dei lavoratori.

Le violazioni amministrative contestate nel 2018 sono state 707 per un totale di 8 milioni 160 mila euro (+115% rispetto al 2017), in larghissima parte concernenti il trattamento illecito di dati; la mancata adozione di misure di sicurezza; il telemarketing; le violazioni di banche dati; l’omessa o inadeguata informativa agli utenti sul trattamento dei loro dati personali; l'omessa esibizione di documenti al Garante.

Sono state effettuate 150 ispezioni. Gli accertamenti, svolti nel 2018 anche con il contributo del Nucleo speciale tutela privacy e frodi tecnologiche, hanno riguardato numerosi e delicati settori, sia nell´ambito pubblico che privato (istituti di credito, società di rating, società di telemarketing, ecc.).

L’Autorità garante ha poi dato riscontro a 22.800 quesiti che hanno riguardato, in particolar modo, gli adempimenti legati all’applicazione del Regolamento UE

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