Radiazioni ionizzanti e non ionizzanti

Pubblicato il 31 Gennaio 2014

Radiazioni ionizzanti e non ionizzanti

È stata pubblicata la Direttiva 2013/59/EURATOM del Consiglio europeo del 5 dicembre 2013 che riporta stabilisce norme fondamentali di sicurezza relative alla protezione contro i pericoli derivanti dall'esposizione alle radiazioni ionizzanti.
Ogni Stato Membro deve conformarsi alla direttiva entro il 6 febbraio 2018.

La direttiva sull'esposizione alle radiazioni ionizzanti distingue tra situazioni di esposizione esistenti, pianificate e di emergenza e contempla tutte le categorie di esposizione, ovvero, l'esposizione professionale, della popolazione e le esposizioni mediche.

La direttiva non si applica a tutte le radiazioni ionizzanti, ma:

  • alla fabbricazione, alla produzione, alla lavorazione, alla manipolazione, allo smaltimento, all'impiego, allo stoccaggio, alla detenzione, al trasporto, all'importazione nella Comunità e all'esportazione dalla Comunità di materiali radioattivi;
  • alla fabbricazione e al funzionamento di attrezzature elettri-che che emettono radiazioni ionizzanti e contengono componenti funzionanti con una differenza di potenziale superiore a 5 chilovolt (kV);
  • alle attività umane implicanti la presenza di sorgenti di radiazioni naturali, che determinano un significativo aumento dell'esposizione dei lavoratori o di individui della popolazione (funzionamento di aeromobili e veicoli spaziali, in relazione all'esposizione del personale navigante e alla lavorazione di materiali contenenti radionuclidi naturali);
  • all'esposizione dei lavoratori o di individui della popolazione al radon in ambienti chiusi, all'esposizione esterna dovuta ai materiali da costruzione e ai casi di esposizione prolungata dovuta agli effetti di un'emergenza o di un'attività umana del passato;
  • alla preparazione, alla pianificazione della risposta e alla gestione di situazioni di esposizione di emergenza che si ritiene giustifichino misure volte a tutelare la salute di individui della popolazione o di lavoratori.
     

Vengono inoltre fissati i vincoli di dose per l'esposizione alle radiazioni ionizzanti professionale, i livelli di riferimento per le situazioni di esposizione di emergenza ed esistenti e i limiti di dose per l'esposizione professionale di diverse categorie di soggetti alle radiazioni ionizzanti.

La direttiva sulle radiazioni ionizzanti approfondisce poi gli aspetti relativi a istruzione, formazione e informazione nel campo della radioprotezione, con particolare attenzione all’esposizione alle radiazioni ionizzanti di tipo professionale. Inoltre direttiva sull'esposizione alle radiazioni ionizzanti individua i provvedimenti da adottare sul luogo di lavoro, qualora i lavoratori possano ricevere un'esposizione superiore a una dose efficace di 1 mSv all'anno o a una dose equivalente di 15 mSv all'anno per il cristallino o di 50 mSv all'anno per la pelle e le estremità del corpo.

La direttiva sull'esposizione alle radiazioni ionizzanti riporta anche un capitolo dedicato all’esposizione al Radon, indicando i livelli di riferimento per la media annua della concentrazione di attività in aria. Viene inoltre richiesto agli Stati Membri di definire un piano d'azione nazionale che affronta i rischi di lungo termine dovuti alle esposizioni al radon nelle abitazioni, negli edifici pubblici e nei luoghi di lavoro.

 
 

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