Ministero del Lavoro: nuovi interpelli

Pubblicato il 21 Novembre 2013

Sono stati pubblicati sul sito del ministero del lavoro e delle politiche sociali numerosi interpelli riguardanti la salute e la sicurezza in ambito lavorativo.

Vediamole brevemente insieme:

Interpello n. 8/2013: quesito relativo alla visita medica preventiva in caso di riassunzione dopo breve periodo di cessazione del rapporto di lavoro.

Il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti ha chiesto precisazioni riguardanti la corretta interpretazione dell’art. 41, comma 2 del D. Lgs. 81/2008 sulla visita medica preventiva. In dettaglio è stato chiesto se nel caso in cui un lavoratore, dopo un breve periodo di cessazione del rapporto lavorativo, viene riassunto per mansioni uguali o sostanzialmente collegate allo stesso rischio, il datore di lavoro deve procedere con una nuova visita preventiva anche se entro la periodicità prevista dal medico competente per la visita successiva?

Risposta: no, il datore di lavoro non è tenuto ad effettuare una nuova visita preventiva se rientriamo nel periodo di validità della visita preventiva, della visita periodica o comunque per un periodo non superiore ad un anno.


Interpello n. 9/2013: impresa familiare di fatto.

La Confederazione Nazionale dell’artigianato e della Piccola e Media Impresa ha chiesto il parere della Commissione sulla applicabilità del D. Lgs. 81/08 alla impresa familiare di fatto, ai sensi dell’art. 230 bis del Codice Civile, che opera con collaboratori senza atto notarile dichiarativo.

Risposta: Si, secondo la Commissione è possibile costituire un’impresa familiare, ai sensi dell’art. 230 bis del Codice Civile, senza la necessità di uno specifico atto notarile.


Interpello n. 10/2013: formazione degli addetti alla gestione delle emergenze per la prevenzione incendi, DM 10 marzo 1998.

Il Consiglio Nazionale degli Ingegneri ha posto due domande:

  1. Gli ingegneri abilitati ai sensi della legge n.818/1984 sono adeguatamente titolati quali soggetti formatori per gli addetti alle aziende valutate a rischio basso e medio?
  2. Gli stessi, sono abilitati al rilascio di attestati di frequenza per gli stessi corsi e se tali attestati siano riconosciuti come documentazione della formazione obbligatoria ai sensi del D. Lgs. 81/08?


Risposte:

  1. Si, il DM 10/03/98 non prevede ne requisiti specifici ne titoli ai fini dell’idoneità del soggetto formatore per gli addetti all’emergenza.
  2. Si, queste figure professionali possono rilasciare i relativi attestati e questi sono validi ai fini della formazione prevista dall’art. 37, comma 9, del D. Lgs. n81/08 .
     


Interpello n. 11/2013: accordo Stato-Regioni 21/12/11

La Federazione Italiana Servizi Pubblici Igiene Ambientale ha chiesto alla Commissione se la durata ed i contenuti della formazione dei lavoratori, art. 37, comma 2 D. Lgs. 81/08 possa prescindere dall’appartenenza ad uno specifico settore Ateco e possa essere tarata sulla effettiva condizione di rischio a cui è esposto il lavoratore.

Risposta: Si, infatti l’art. 37, comma 1, D. Lgs. 81/08 prevede che: “… ciascun lavoratore riceva una formazione sufficiente ed adeguata… … con particolare riferimento ai… … rischi riferiti alle mansioni… “ pertanto la durata del corso può prescindere dal codice Ateco di appartenenza dell’azienda.


Interpello n. 12/2013: applicazione del D. Lgs. 81/08 nelle strutture e nei servizi penitenziari.

La Federazione Nazionale UGL Polizia Penitenziaria ha avanzato istanza di interpello per avere precisazioni su:
Obbligatorietà del Documento Valutazione dei Rischi all’interno delle strutture e dei servizi penitenziari.
Applicazione dell’allegato IV, punto 1.3.6 del D. Lgs. 81/08 (pareti trasparenti o traslucide).
Predisposizione di spogliatoi ed armadi per il vestiario a favore del personale di Polizia Penitenziaria.

Risposta: in attesa di decreti attuativi, previsti ma non ancora emanati, vista la particolarità del lavoro che si viene a svolgere all’interno di strutture e servizi penitenziari, il datore di lavoro ha comunque l’obbligo di valutare tutti i rischi e quindi di redigere il DVR, per quanto riguarda le vetrate trasparenti e le problematiche di sicurezza che si possono presentare, ad esse si applica quanto previsto dall’allegato IV punto1.3.6 del D. Lgs. 81/08. Mentre per la presenza di spogliatoi ed armadi per il vestiario si trova applicazione nell’Allegato IV punto 1.12 del D. Lgs. 81/08.


Interpello n. 13/2013: obbligo di formazione, informazione ed addestramento per i lavoratori a domicilio.

Il consiglio Nazionale degli Ingegneri ha chiesto il parere della Commissione in merito all’obbligatorietà da parte del Datore di Lavoro di fornire ai lavoratori a domicilio la formazione prevista dall’accordo Stato-Regioni e la formazione per addetto al primo soccorso e addetto antincendio, e se l’abitazione in cui il lavoratore svolge la propria attività lavorativa è da considerarsi luogo di lavoro.

Risposta: Si e no. La commissione ritiene che il datore di lavoro è tenuto a fornire adeguata informazione, formazione ed addestramento e non anche quella specifica per il primo soccorso e antincendio, ma l’abitazione non è da considerarsi luogo di lavoro.


Interpello n. 14/2013: Limiti all’utilizzo delle procedure standardizzate.

Il consiglio Nazionale degli Ingegneri ha avanzato istanza di interpello in merito all’utilizzo delle procedure standardizzate per le aziende occupano fino a 50 lavoratori, nel caso in cui il rischio chimico sia risultato “basso per la sicurezza e irrilevante per la salute dei lavoratori” e il rischio biologico sia risultato “non evidenzia rischi per la salute dei lavoratori” e nel caso in cui il rischio chimico sia risultato “non basso per la sicurezza e/o non irrilevante per la salute dei lavoratori” e il rischio biologico sia risultato “evidenzia rischi per la salute dei lavoratori”.

Risposta: se a seguito della valutazione risulta che in azienda non si svolgono attività che espongono i lavoratori al rischio chimico o a rischio biologico, il datore di lavoro di un’impresa che occupa fino a 50 lavoratori può adottare le procedure standardizzate di cui all’art. 6, comma 8, lett. F, D. Lgs. 81/08.


Interpello n. 15/2013: sigarette elettroniche.

L’Associazione Bancaria Italiana ha richiesto il parere della commissione per sapere se la normativa sul divieto di fumo sia estendibile anche alle sigarette elettroniche.

Risposta: le sigarette elettroniche sono da considerarsi fuori dal campo di applicazione della legge 3/2003 ma lascia la possibilità al datore di lavoro, nell’ambito della propria organizzazione, di vietare l’uso delle sigarette elettroniche.
 

Per leggere nel dettaglio gli interpelli pubblicati clicca QUI.



 

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