Indicazioni operative valutazione rischio rumore

Pubblicato il 05 Settembre 2014

Indicazioni operative valutazione rischio rumore

Indicazioni operative valutazione rischio rumore

 

Indicazioni operative valutazione rischio rumore

Il Coordinamento Tecnico per la sicurezza nei luoghi di lavoro delle Regioni e delle Province autonome in collaborazione con INAIL e ISPESL ha aggiornato il documento contenente le indicazioni operative alla valutazione dei rischi da agenti fisici nei luoghi di lavoro allo scopo di semplificare ed esemplificare le modalità operative.

Tra le molteplici indicazioni pratiche contenute nel documento, si trovano le modalità di presentazione dei risultati della valutazione di rischio da esposizione a rumore. Utile sia per le aziende che per i valutatori sono i contenuti minimi che devono essere presenti nella Relazione Tecnica.

Nel caso di valutazione con misurazioni strumentali, la Relazione dovrà indicare:

  • Premessa (ditta, date, personale qualificato, eventuale strumentazione, ecc.)
  • Layout (piantina e nomenclatura: produzione, macchine, mansioni, ecc.)
  • Descrizione del ciclo di lavoro
  • Valutazione della presenza di condizioni di rischio indicate all’art.190, comma 1 (rumori impulsivi, ototossici, vibrazioni, ecc.)
  • Indicazione delle condizioni espositive (sorgenti e tempi di esposizione)
  • Risultati delle misurazioni di rumore (LAeq, LCeq, LCpicco)
  • Calcolo dei LEX (giornalieri o settimanali)
  • Valutazione dell’efficienza e dell’efficacia dei DPI
  • Proposte concrete per la riduzione del rischio
  • Valutazione del rispetto dei Valori Limite
  • Conclusioni (quadro sinottico del rischio con i dati acustici di LEX e LCpicco degli esposti ad oltre 80 dB(A) o 135 dB(C), con indicate le condizioni di rischio in riferimento all’art.190, comma 1)

 Nel caso di valutazione senza misurazioni la Relazione Tecnica dovrà indicare:

  • Premessa (ditta, date, personale qualificato, banche dati, ecc.)
  • Layout (piantina e nomenclatura: produzione, macchine, mansioni, ecc.)
  • Valutazione della presenza delle condizioni di rischio indicate all’art.190, comma 1 (rumori impulsivi, ototossici, vibrazioni, ecc.)
  • Indicazione delle motivazioni che escludono il superamento dei valori di azione inferiori nella giornata/settimana/settimana ricorrente a massimo rischio.
  • Conclusioni con eventuali indicazioni specifiche per la riduzione del rischio.

Nel caso in cui dalla valutazione emergano livelli di esposizione superiori ai valori limite d’azione, deve essere redatto il programma delle misure tecniche ed organizzative ex art.192, comma 2, al fine di ridurre il rischio attraverso misure di carattere tecnico ed organizzativo che ovviamente devono essere privilegiate rispetto a quelle di carattere individuale. Il programma deve contenere almeno i seguenti elementi:

  • Elenco delle attività per le quali vi è il superamento dei valori superiori di azione, descritti sia con i livelli r.m.s. e di picco presenti,  che con i tempi di esposizione a tali livelli;
  • Misure tecniche e/o organizzative che si intendono adottare;
  • Risultati attesi a seguito delle suddette misure in termini di LEX,8h e/o LCpicco;
  • Tempi di attuazione di ogni singola misura;
  • Funzione aziendale e/o persona incaricata dell’attuazione di ogni singola misura;
  • Modalità di verifica dei risultati;
  • Data e risultati della verifica.

La recente UNI/TR 11347/2010 propone nel dettaglio gli elementi tecnici ed i formati con i quali redigere un PARE (Piano Aziendale di Riduzione dell’Esposizione a rumore).

 

Per consultare il documento:

http://www.portaleagentifisici.it/DOCUMENTI/FAQ_AFisici_web.pdf?lg=IT

Indicazioni operative valutazione rischio rumore

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