Circolare interpretativa Autorizzazione Unica Ambientale

Pubblicato il 22 Novembre 2013

A seguito della pubblicazione del DPR 59/2013 è stata introdotta l’ Autorizzazione Unica Ambientale (AUA) che sostituisce una serie di altre autorizzazioni o comunicazioni in materia ambientale.
La circolare interpretativa del Ministero dell'Ambiente riporta alcune precisazioni interpretative circa l'applicazione della normativa sul rilascio dell' Autorizzazione Unica Ambientale, allo scopo di chiarire i dubbi sorti in merito alla stessa.
Di seguito viene analizzato il dettaglio delle delucidazioni che il Ministero dell'Ambiente ci fornisce.

Il campo di applicazione per l’ autorizzazione unica ambientale è definito per mezzo di due parametri:
- piccole e medie imprese (PMI)
- imprese non soggette alle norme sull’autorizzazione integrata ambientale (AIA).

La circolare ministeriale chiarisce che “un impianto produttivo non soggetto all’AIA è soggetto all’ Autorizzazione Unica Ambientale anche quando il gestore sia una grande impresa”, in quanto il secondo criterio precedente “assorbe” il primo.

Viene poi fatta luce sui casi in cui la Autorizzazione Unica Ambientale sia obbligatoria o facoltativa. Si ricorda che nell’ Autorizzazione Unica Ambientale sono ricompresi i seguenti atti autorizzatori:
a) autorizzazione agli scarichi di acque reflue industriali, meteroriche, assimilate alle domestiche, ecc;
b) autorizzazione alle emissioni in atmosfera;
c) comunicazione o nulla osta relativi all’impatto acustico dell’attività produttiva;
d) autorizzazione all'utilizzo dei fanghi derivanti dal processo di depurazione in agricoltura;
e) comunicazioni preventive per l’esercizio di attività di smaltimento o di recupero rifiuti in regime semplificato;
f) comunicazione preventiva per l'utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento, delle acque di vegetazione dei frantoi oleari e delle acque reflue provenienti dalle aziende ivi previste;
g) autorizzazione generale alle emissioni in atmosfera.

Quindi le imprese sono tenute a richiedere l’ Autorizzazione Unica Ambientale per ottenere il rilascio, il rinnovo o l’aggiornamento anche di uno solo degli atti ricompresi nell’elenco sopra riportato.

Esistono due deroghe che rendono la richiesta di Autorizzazione Unica Ambientale facoltativa:
- nel caso in cui l’impianto sia soggetto esclusivamente a comunicazione preventiva per recupero o smaltimento di rifiuti in regime semplificato o per l’utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento, delle acque di vegetazione dei frantoi oleari ecc.;
- nel caso in cui l’impianto sia soggetto solo all’autorizzazione generale alle emissioni in atmosfera (nel caso in cui l’impianto sia soggetto a più comunicazioni oppure, a comunicazioni ed autorizzazioni di carattere generale, la richiesta di Autorizzazione Unica Ambientale è facoltativa).

In tutti gli altri casi la richiesta di Autorizzazione Unica Ambientale è sempre obbligatoria alla scadenza del primo dei titoli previsti (art.3 co.1 DPR n.59/2013), anche nel caso in cui fosse quello rappresentato dalla comunicazione.
Invece, se l’impianto è soggetto a vari titoli autorizzatori e intende presentare istanza di adesione all’autorizzazione di carattere generale alle emissioni in atmosfera, questa istanza può essere presentata autonomamente, sempre tramite SUAP, senza dover ricorrere all’ Autorizzazione Unica Ambientale.

In particolare, la circolare ministeriale chiarisce che la prima domanda di Autorizzazione Unica Ambientale deve essere presentata in funzione della scadenza dell’autorizzazione destinata ad essere sostituita dalla stessa.


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