Campagna EU-OSHA: Stress rischi psicosociali

Pubblicato il 03 Settembre 2014

Campagna EU-OSHA: Stress rischi psicosociali

Campagna EU-OSHA: Stress rischi psicosociali

Ogni anno, ad ottobre viene organizzata dall'EU-OSHA la Settimana europea per la sicurezza e la salute sul lavoro, momento importante all’interno della campagna "Ambienti di lavoro sani e sicuri", per approfondimenti ed eventi.

Quest’anno le attività della campagna EU-OSHA sono incentrate sulla sensibilizzazione sul tema della gestione stress lavoro correlato e rischi psicosociali nel luogo di lavoro.

La gestione del rischio stress lavoro correlato e più in generale dei rischi psicosociali entrò per la prima volta in vigore il 01/01/2011, con la previsione di un aggiornamento almeno biennale.

Secondo i dati dell’Agenzia Europea per la Sicurezza e la Salute sul Lavoro, l'EU-OSHA, il 28% dei lavoratori dell’Unione Europea avverte stress lavoro correlato; questo problema si colloca tra i importanti conseguenze sul piano sociale ed economico.

Si ricorda che l’accordo quadro europeo sullo stress lavoro correlato, concluso l’8 Ottobre 2004 e recepito a livello nazionale con l’accordo interconfederale siglato il 9 giugno 2008, fornisce la seguente definizione: “lo stress è una condizione che può essere accompagnata da disturbi o disfunzioni di natura fisica, psicologica o sociale ed è conseguenza del fatto che taluni individui non si sentono in grado di corrispondere alle richieste o alle aspettative riposte in loro”.  

Infatti, un’esposizione prolungata a “fattori stressanti” può compromettere la salute fisica, psichica e sociale delle persone, oltre a ridurre la qualità e l’efficienza sul lavoro.

I “fattori stressanti”, come evidenziato anche dalla Commissione Consultiva permanente nella Circolare, si possono sostanzialmente suddividere in due ambiti:

a. Contesto di lavoro

- Cultura e funzione organizzativa (es. mancanza di definizione degli obiettivi organizzativi) 

- Ruolo nell’organizzazione (es. ambiguità e conflitto di ruolo)

- Sviluppo di carriera (es. promozione insufficiente o eccessiva, insicurezza dell’impiego)

- Autonomia decisionale/controllo (es. partecipazione ridotta ai processi decisionali)

- Rapporti interpersonali sul lavoro (es. conflitto interpersonale, assenza di supporto sociale)

- Interfaccia casa/lavoro (es. richieste contrastanti tra casa e lavoro)

b. Contenuto del lavoro

- Ambiente e attrezzature di lavoro (problemi inerenti le strutture e le attrezzature di lavoro)

- Progettazione dei compiti (es. monotonia, lavoro frammentato o inutile, incertezza elevata)

- Carico e ritmi di lavoro (es. carico di lavoro eccessivo o ridotto, elevata pressione temporale)

- Orario di lavoro (es. lavoro a turni, orari di lavoro senza flessibilità o prolungati)

 

Lo stress lavoro correlato può alterare il modo in cui una persona si sente e si comporta all’interno dei processi organizzativi, ma non solo, ha effetti anche a livello individuale. Si riportano a tal proposito alcuni esempi di effetti:

a. effetti a livello aziendale: aumento dell’assenteismo, elevato turn-over del personale, problemi disciplinari, comunicazioni aggressive, infortuni, errori, danni dell’immagine aziendale, riduzione della produttività;

b. effetti a livello individuale: dal punto di vista emotivo :ansia, tristezza, irritabilità, suscettibilità, turbe del sonno, preoccupazione per il proprio stato di salute, alienazione, spossatezza, problemi relazionali; dal punto di vista cognitivo: difficoltà di concentrazione, perdita della memoria, scarsa propensione all’apprendimento di cose nuove, ridotta capacità decisionale; dal punto di vista comportamentale: tabagismo, alcolismo, dipendenza da farmaci, consumo di droghe e stupefacenti, insoddisfazione, alterata percezione del pericolo; e sotto l’aspetto fisico-salute: contratture muscolari, indebolimento del sistema immunitario, disturbi gastro-intestinali, disturbi cardiaci, ipertensione.

 

Dunque, accanto alla salute fisica delle persone e alla produttività delle aziende occorre considerare anche gli aspetti e dunque i rischi psicosociali. Uno dei metodi che rispetta il percorso metodologico proposto dalla Commissione consultiva permanente, è quello fornito dall’INAIL.

Fondamentale è il coinvolgimento dei lavoratori, non solo mediante la consultazione degli RLS, ma anche attraverso programmi di informazione e formazione, condivisione delle decisioni in merito agli interventi progettati per la gestione del rischio stress lavoro correlato.

 

È possibile partecipare alla campagna EU-OSHA "Insieme per la prevenzione e la gestione dello stress lavoro correlato" all’interno della Settimana europea per la sicurezza e la salute sul lavoro candidando il proprio operato.

Aziende o enti che hanno affrontato la valutazione e la gestione del rischio stress lavoro correlato in maniera proattiva, con l’attuazione di interventi e l’ottenimento di risultati tangibili in termini di miglioramento della sicurezza e della salute nel luogo di lavoro, possono concorrere ai premi per le buone prassi, ferma restando la trasferibilità e sostenibilità degli interventi proposti.

Lisa Servizi effettua la valutazione del rischio stress Lavoro correlato tramite i propri tecnici e psicologi

 

Campagna EU-OSHA: Stress rischi psicosociali

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