5° Rapporto ISPESL sorveglianza Macchine

Pubblicato il 16 Gennaio 2011

Si mette a disposizione il Quinto Rapporto ISPESL sull’attività di sorveglianza del mercato svolta per i prodotti che rientrano nel campo di applicazione della Direttiva Macchine.

Il Rapporto è suddiviso in diversi capitoli:

1) ANALISI GENERALE DELLE SEGNALAZIONI DI NON CONFORMITÀ.

Il capitolo fornisce una panoramica quali/quantitativa delle segnalazioni di presunta non conformità inviate all’ISPESL, nel periodo compreso tra il 1996 e il 30 giugno 2008, dal Ministero dello Sviluppo Economico.

Sono pervenute all’ISPESL circa 1600 segnalazioni, la maggior parte delle quali riguardano macchine utensili (15%), piattaforme di sollevamento (10%), apparecchiature per costruzione e macchinari per materiali da costruzione (8%). Più del 50% delle segnalazioni avviene a causa di un infortunio o di un incidente.

2) ANALISI DEGLI ACCERTAMENTI TECNICI

Il capitolo fornisce un quadro generale della conformità delle macchine così come emerge dalle risultanze degli accertamenti tecnici completati dall’ISPESL alla data del 30 giugno 2008. Successivamente la conformità delle macchine viene analizzata tenendo conto della procedura di certificazione con la quale le macchine stesse sono state immesse sul mercato (autocertificazione o certificazione da parte di organismo notificato) e della presenza o meno di un evento infortunistico (distinguendo tra infortunio mortale e infortunio non mortale).

Dagli accertamenti effettuati dall’ISPESL (circa 1200) è risultato che solo il 16% delle attrezzature è risultato conforme. Delle altre il 27% è stato reso conforme all’atto dell’accertamento, il restante 57% è risultato NON conforme. La NON conformità tocca un picco del 72% per quelle macchine segnalate dopo un infortunio mortale.

3) ANALISI DELLE NON CONFORMITÀ PER GRUPPO DI REQUISITI ESSENZIALI DI SICUREZZA

Il capitolo fornisce i dati di non conformità per gruppo omogeneo di Requisiti Essenziali di Sicurezza (RES) relativo all’intero campione statistico quantificando l’incidenza di ciascun singolo RES all’interno del gruppo stesso.

Il dato di non conformità riguarda in maniera rilevante i seguenti gruppi di RES: rischi meccanici (stabilità e resistenza, protezioni e dispositivi di protezione, altri rischi meccanici) e quello relativo a segnalazioni, marcature, istruzioni. I primi raggiungono i 1448 casi dei quali 1261 riguardano protezione e dispositivi di protezione (circa il 50% delle non conformità).

4) ANALISI DEGLI ACCERTAMENTI TECNICI PER REGIONE

Il capitolo intende fornire un quadro sull’attività svolta dagli organismi di vigilanza competenti per la prevenzione e la sicurezza (ASL, ARPA, DPL e ISPESL) fornendo i dati relativi al numero di segnalazioni sia per tipologia di macchina (Classificazione Comitati tecnici CEN/CENELEC) e presenza o meno di un evento infortunistico che per risultanza dell’accertamento tecnico condotto dall’ISPESL. Per ciascuna Regione è stato poi evidenziato il numero di segnalazioni per tipologia di macchina e anno di trasmissione, il motivo della segnalazione e le risultanze degli accertamenti tecnici unitamente al dato di non conformità per gruppo omogeneo di RES.

A titolo di esempio per la Lombardia, il Piemonte ed il Veneto un gran numero di segnalazioni riguardano le Macchine Utensili; per l’Emilia Romagna le Piattaforme di Sollevamento.

5) ANALISI DEGLI ACCERTAMENTI TECNICI PER TIPOLOGIA DI MACCHINA

Si analizzano le risultanze degli accertamenti tecnici effettuati per tipologia di macchine utilizzando la classificazione dei Comitati Tecnici CEN/CENELEC. Nell’ambito di ciascuna tipologia si forniscono l’elenco e le risultanze degli accertamenti tecnici, riportando le relative norme armonizzate applicabili.

6) DOCUMENTAZIONE DI RIFERIMENTO PER LO SVOLGIMENTO DELL’ATTIVITÀ DI SORVEGLIANZA DEL MERCATO

In definitiva analizzando i dati presenti nel Rapporto dell’ISPESL si ribadisce quanto possano essere rischiose le macchine per la sicurezza degli operatori: la maggior parte delle segnalazioni nascono da un infortunio, anche mortale, o da un incidente. Gli infortuni, in particolare quelli mortali, derivano soprattutto da una non conformità della macchina (circa il 70%). Le non conformità sono in particolare non conformità su protezioni e dispositivi di protezione: tali non conformità non possono essere solo imputabili alla ditta costruttrice. Si ricorda che: il datore di lavoro mette a disposizione dei lavoratori attrezzature conformi e adeguate al lavoro da svolgere (art. 71 del D.Lgs. 81/08); è obbligo dei lavoratori non rimuovere dispositivi di protezione messi a loro disposizione (art. 20 del D.Lgs. 81/08); è obbligo del preposto vigilare sull’osservanza da parte dei singoli lavoratori dei loro obblighi di legge (art. 19 del D.Lgs. 81/08).

 

 

 

 

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