Legge 231 Il Modello 231 Consulente 231

Legge 231 Il Modello 231 Consulente 231

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Con il D.lgs 231 del 2001, meglio noto come Legge 231,  l’Italia ha adottato uno schema normativo già presente in altri paesi che prevede, in sede penale, la sanzionabilità di aziende ed enti in genere per i reati commessi nel proprio interesse o vantaggio dai propri amministratori o dipendenti.

Si tratta di una norma molto recente che però è già stata applicata in alcuni casi e sarà sempre più applicata in futuro.
E’ stata ad esempio applicata nella sentenza di primo grado per i recenti tragici eventi occorsi nel 2008 nel Truck center di Molfetta ove hanno perso la vita alcuni operai che all’interno di una cisterna sono morti asfissiati, evento che ha suscitato nell’opinione pubblica e politica molto sgomento e ha contribuito alla stesura del Testo Unico sicurezza D.lgs 81/08.
Nel caso specifico oltre alla condanna penale delle persone responsabili dell’evento, sono state condannate in base alla Legge 231 le relative società di appartenenza per non aver fatto il possibile (a livello organizzativo) per prevenire l’evento.
E’ stata condannata con pesanti sanzioni economiche anche la società il cui titolare è morto nell’evento!
Ormai per gli addetti ai lavori, con il termine Legge 231 si intende il quadro normativo che disciplina la responsabilità diretta delle aziende e degli enti in genere che si aggiunge, senza sostituirsi, a quella (da sempre esistita) delle persone fisiche che hanno materialmente commesso il reato.

REATI SANZIONATI DALLA LEGGE 231

Sono molti i reati per i quali l’organizzazione può essere sanzionata.
Nella prima stesura della Legge 231 si trattava di reati prevalentemente di natura amministrava.
Con il Testo Unico Sicurezza D.lgs 81/08 sono stati aggiunti anche quellli commessi in violazione delle norme di sicurezza e salute sul lavoro di omicidio colposo e lesioni gravi o gravissime.
Tenendo presente che in Italia ogni anno vi sono circa 30.000 casi di infortuni gravi e malattie professionali, sono molti i casi di possibile applicazione della legge  231 nel settore sicurezza sul lavoro.

I reati di tipo doloso sono (elenco non completo):

  • reati contro la Pubblica Amministrazione (ad esempio, partecipazione a truffe per il conseguimento di incentivi/finanziamenti pubblici, corruzione di pubblici funzionari per l’ottenimento di una commessa, di concessioni/autorizzazioni, etc.);
  • reati societari (come  false comunicazioni sociali, indebita restituzione conferimenti);
  • reati di ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita;
  • delitti informatici (p.e. accesso abusivo a sistemi informatici o telematici);
  • delitti contro l’industria e il commercio ( turbata libertà dell'industria o del commercio, vendita di prodotti industriali con segni mendaci, etc.)

Recentemente sono stati inseriti anche i reati ambientali e di sicurezza sul lavoro

LE SANZIONI DELLA LEGGE 231

Le sanzioni della legge 231

Le sanzioni per l’organizzazione (ente o azienda) sono particolarmente pesanti e tendono a colpire l’organizzazione sia nel patrimonio che nel “governo” della stessa.Sono sostanzialmente di due tipi:

SANZIONI INTERDITTIVE : (anche fino ad 1 anno per certi reati)

  • sospensione dall’esercizio dell’attività
  • sospensione o la revoca di autorizzazioni, licenze o concessioni
  • l’esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi o sussidi e la revoca di quelli concessi
  • divieto di pubblicizzare i propri beni o servizi, eccetera.

SANZIONI PECUNIARIE:

Sono espresse in quote (il cui valore, stabilito dal giudice, oscilla da un minimo di 258 ad un massimo di 1.549 euro, sulla base della gravità della responsabilità dell’azienda e del suo patrimonio), variano per tipologia di reato. Ad esempio, con riferimento ai reati in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro le sanzioni variano da 100 a 1000 quote e quindi possono arrivare fino a 1.549.000 euro.
Nel caso di infortunio multiplo le sanzioni pecuniarie possono essere multiple.

IL MODELLO 231

La legge 231 prevede espressamente che l’organizzazione possa dimostrare la sua “buona fede” mediante l’adozione di un Modello di organizzazione, gestione e controllo (MOG) detto anche modello 231.
Il modello 231 è il sistema organizzativo, il cui scopo è impedire o contrastare la commissione dei reati sanzionati dalla legge 231 da parte degli amministratori o dipendenti.

Il modello 231 deve necessariamente avere alcune componenti dettate dalla legge come l’ Organismo di Vigilanza (OdV) e un sistema disciplinare che colpisca i dipendenti che violano il modello.
Il modello 231 viene realizzato effettuando un censimento dei rischi da reato, cioè i possibili reati significativi per i quali sono necessarie misure organizzative di controllo.
Il Modello 231 deve essere documentato, formalmente adottato ed efficacemente applicato ed aggiornato dalla società o ente in genere prima che si commetta il reato affinchè possa espletare la sua funzione esimente. Non è sufficiente a processo mettere a disposizione del giudice un documento cartaceo, ma è necessario dimostrare che lo stesso era efficacemente attuato e quindi che il reato è stato commesso in violazione del modello stesso da parte di un dipendente dell’organizzazione.

VANTAGGI ADOZIONE MODELLO 231

Il principale motivo per cui le organizzazioni implementano un modello 231 è quello di non incappare nelle pesanti sanzioni di tale norma. Il modello, se correttamente attuato è infatti per legge “esimente” nei confronti delle responsabilità connesse.
Altri benefici riguardano il testo unico sicurezza sul lavoro, ove l’adozione di tale modello evita di dover effettuare la vigilanza sulle deleghe attribuite.
E’ inoltre innegabile il beneficio che riguarda la sfera operativa:

  • maggiore chiarezza organizzativa, bilanciamento tra poteri e responsabilità;
  • migliore presa di coscienza dei rischi possibili e dei controlli sulle operazioni di business e di supporto in azienda
  • selezione più rigorosa e conveniente dei fornitori
  • documentazione e stringente approvazione delle spese, anticipi, etc.
  • riduzione dei rischi di indisponibilità dei sistemi e/o dei dati e delle perdite conseguenti
  • rafforzamento delle misure di sicurezza logica
  • miglioramento dell’affidabilità delle comunicazioni sociali, del controllo dei soci, dei revisori e dei sindaci

Inoltre l’adozione di un modello 231 migliora l’immagine aziendale e sua percezione da parte dei diversi portatori di interesse e terzi.

ORGANISMO DI VIGILANZA

Uno dei requisiti caratteristici del modello 231 è l’Organismo di Vigilanza.
Serve a vigilare e controllare l’osservanza e efficacia del Modello, formare e informare i destinatari del Modello, aggiornare e adattare il Modello effettuando un monitoraggio costante.
I principali requisti che l’Organismo di vigilanza deve avere sono:

  • autonomia
  • indipendenza
  • professionalità
  • continuità di azione

I requisiti delle persone che ne fanno parte:

  • onorabilità
  • moralità
  • assenza di condanne inerenti aspetti normati dalla legge 231

Le principali funzioni dell’Organismo di vigilanza sono:

  • adattare e aggiornare il Modello 231 a seguito di modifiche al quadro normativo di riferimento, di anomalie o violazioni accertate delle prescrizioni del Modello stesso
  • vigilare e controllare l’osservanza e l’efficace attuazione del Modello
  • gestire o monitorare le iniziative di formazione e informazione per la diffusione della conoscenza e della comprensione del Modello
  • gestire e dare seguito alle informazioni ricevute sul funzionamento del Modell

Di solito è in staff all’organo di vertice dell’organizzazione, da cui è stato nominato.
Può essere composto da uno o più persone, interne o esterne all’organizzazione.
Per gli enti di piccole dimensioni, la legge 231 prevede che l’Organismo di Vigilanza possa coincidere direttamente con l’organo amministrativo.

Normalmente vengono nominati componenti dell’ Organismo di vigialnza 231 persone interne o esterne che già svolgono funzioni assimilabili e che sono in possesso dei requisiti richiesti.

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